Surfcasting

Per uno nato al nord e che ha imparato a sciare a tre anni può sembrare strano passare poi il resto della vita nei pressi del mare. Eppure è così.
Al mare devo molto perché mi ha insegnato tanto e mi ha permesso di crescere fino a diventare un autore di pesca che oggi, vuole esserlo a 360°. La pesca in mare è bella e le prede sono straordinarie e potenti.
Respirare durante una mareggiata, dormire sulla sabbia per nottate gelide, svegliarsi distrutto nel fisico me non nella testa; questo è stato il mio surf.
Se da ragazzino pescavo le occhiate all’isola della Palmaria (LaSpezia) e quindi, i cefali e i saraghi a Porto Conte in Sardegna, non appena sono cresciuto, sono stato colpito dal surf casting.
Il surf fatto laddove esistano le prede “da surf”, ovvero le razze, gli squali, i carangidi è certamente la più completa tecnica di pesca sportiva che io conosca.
E’ contatto fisico con le onde, è potenza esagerata delle prede spesso troppo grandi e capaci di svuotare un mulinello con 300 metri di 060mm. In mare bisogna essere pescatori di serie A perché, se non lanci bene, non peschi. Se non fai i nodi bene, perdi i pesci, se non sai tenere la canna in mano bene, te la tolgono!
Io ho avuto la fortuna di avere un maestro di surf che si chiama Sandro Meloni. Sandro è il padre del surfcasting italiano, quello che ha dettato gli standard.
Ho incontrato Sandro in Sardegna per caso e d allora sono rimasto colpito dalla sua maestria e dal suo fascino di grande pescatore.
A lui devo l’ingresso nella famiglia di Pescare Mare nel 1987 anche se poi le strade della vita ci hanno separato. Nel frattempo Sandro è purtroppo uscito dalla scena nazionale lasciando spazio ad una serie di personaggi minori che hanno sfruttato la strada da lui battuta. Poteva essere un Maestro vero, un re della pesca ma il suo carattere e forse qualche scelta non impeccabile lo hanno portato verso una penombra che non merita e che urla giustizia.
Un altro Maestro ed Amico è Paul Kerry, il più grande dei campioni di surf di tutti i tempi. Paul è una leggenda fatta di mille sacrifici ma è anche un uomo intelligente, modesto, simpatico e che ama la pesca in tutte le sue sfumature. Per me, che sono suo amico vero, Lui è il più grande che io abbia mai incontrato. A Lui, attraverso il sottoscrittosi deve la trasformazione del surf casting in tecnica moderna.
Ma la mia esperienza nel surf è assai più articolata di quanto queste poche righe possano far pensare anche perché mi piacerebbe che alcuni aspetti forse non troppo noti, venissero fuori.
E' evidente che la mia apparizione sulla scena giornalistica italiana va esclusivamente accreditata a Meloni (e parzialmente anche a Marco Falchi) ma fatta eccezione per le fasi iniziali d'ingresso in quel mondo, poi ho dovuto fare molto da solo anche perché il Meloni non amava chiunque potesse toglierli i(anche solo in prospettiva), le luci della ribalta.
Vissi alcuni anni entusiasmanti ma allo stesso tempo, difficili perché le situazioni che si creavano nel Quater ed in particolare, la propensione del Meloni di credersi sopra ogni cosa rendevano spesso e pescate difficili. ma è un leader naturale, non un gregario e io mi sono scoperto assai simile a lui, in molti atteggiamenti.
Se il venerdi sera era dedicato al Quater, la musica cambiava radicalmente quando , il sabato, andavo a pescare con un altro grande Maestro, Gianpaolo Carta di Cagliari.
Con lui l'atmosfera cambiava radicalmente e, guarda caso, prendevo anche i pesci. A lui devo la scoperta di Platamona, Badesi, Orosei, Rena Majore, Santa teresa.
A lui devo la mia prima orata "vera".
Dopo due anni di Quater dovetti andare in Inghilterra a fare in corso d'inglese; all'epoca a Roma si tentava la strada del pendolare (Walter Capponi, Romano Cieri e il John Holden Team) e io , abitando nella Capitale ero l'inviato speciale di Meloni a scoprire cosa diavolo stavano combinando da quelle parti.
In realtà quei magnifici uomini del JHT erano avanti da paura e quello che Melon professava nel surf era già ampiamente sorpassato dalla lezione britannica che questi angler capitolini stavano mettendo in pratica semplicemente studiando le fotocopie del libro "Pendulum Casting" di John Holden.
Per farla breve; quando andai in UK conobbi subito John Holden che mi ospitò a casa sua e con lui, lancia in mare e sull'erba. la sua copia autografata è ancora nella mia biblioteca.
Scoprii che John era un grande divulgatore e un insegnante di qualità ma non un grande lanciatore nel senso di distanza.
John Holden NON ha inventato il lancio pendolare sebbene un cretinetti nazionale abbia scritto questa fandonia. John Holden ha scritto un libro sul Pendulum Casting ma tutta la sequenza che ha portato alla creazione di uno stile va assegnata a tanti angler del NOrfolk e del Suffolk che , dapprima cambiarono le le canne (ed i manici in particolare) e quindi, cercarono i metodi migliori per comprimere il blank al massimo. Passo dopo passo, nacque lo swing e quindi, ilpendolo.
Prim o poi scriverò la storia di questo lancio cercando di fare chiarezza attravesro una serie di libri e manuali che Paul stesso mi regalò. Ma dovevo prima incontrarlo....
Qualche giorno dopo Holden, divenni amico di Paul Kerry e quindi scoprii la potenza e la classe di un angler superiore a tutti. Gradualmente, entrai in contatto con tutti (grazie a PK) incluso Terry Carroll (Zziplex), Dave Docwra, Mortimore, Setchell, Mackellow per citare il Gotha del surf britannico.
Tornai a casa carico di informazioni tecniche su come pescare, con migliaia di sterline in attrezzature tra cui le prime Zziplex forse mai apparse in Italia, gli chassis degli ABU 6500 e molto altro ancora tra cui le prime Bass Rods.
Consegnai tutto a Meloni, come un bravo soldatino e questi poco comprese della bomba che gli avevo passato. Intanto io lanciavo già bene e insegnavo a tanti la lezione avuta dai grandi inglesi e cominciavo a fare distanze che erano da leadership nelle gare sociali del JHT. Vinsi diverse manifestazioni ed il culmine lo ebbi quando, durante un evento UKSF superai, misurato da Kerry in persona, il muro insuperato in Italia, dei 200 e 210 metri (231,91).
Questo risultato fu totalmente ignorato e snobbato in Italia e solo molti anni dopo ebbe una citazione nel libro di Meloni dedicato al lancio. Invidia, menefreghismo e arrivismo di alcuni oscurarono un risultato importante almeno per me.
Solo Sandro prese sul serio quel risultato e gli rendo omaggio per questo.
Il mio surf si è molto evoluto molto pescando con Walter Capponi che è un tecnico sopraffino e com Marco Falchi che è stato un talento sprecato della pesca italiana. Ma pescare mormore non era il mio sogno poiché cercavo qualche cosa di più che spesso il nostro mare non poteva offrirmi. Quella emozione me l'ha regalata l'Oceano con il primo squalo canario (1988) e quindi, con il ritorno di fiamma a seguito di un viaggio a Boavista nel 2005. da quel momento il surf è tornato a scorrere nelle mie vene.
Quelle emozioni me l'ha indicate un grande surfista senza fronzoli e manie di grandezza: Fulvio Monticone, il re di Graciosa ed oggi, il re di Maio, uno dei più grandi surfisti in circolazione.
Adesso il surf è diventato una trasmissione televisiva "RR Surfcasting Adventures" per Sky "Caccia e Pesca" dove racconto come affrontare le spiagge italiane e quelle estere. Con me, qualche ospite illustre (Borgioli, Monticone, Municchi) e un piccolo sogno nel cassetto; far tornare in video Meloni e Kerry, Falchi e Capponi gli uomini che hanno segnato in modo indelebile la mia vita da surfista.
Il surf è tornato ad essere un mio modo di affrontare il mare e vivere la spiaggia. Bello ed emozionante anche quando prenod una mormora da 200 grammi.

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Per uno che va a pesca di squali dal 1988 e si è sentito mettere in dubbio la professionalità e la serietà da un tizio che si spaccia per sharkman professionista autocelebrandosi in virgolettati autoscritti , questa è la migliore delle risposte. Il lavoro paga mentre, chi semina vento raccoglie solo ...risate in faccia! Pensiamo alle cose serie e non alle cialtronate.
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