Libri e Pubblicazioni

Nella vita di un autore vi sono una serie di libri e filmati che hanno avuto un ruolo importante se non assoluto. Cosa posso certamente dire del meraviglioso ”Pesca con i Campioni”, capolavoro di Mario Albertarelli nel quale il maestro intervistava e raccontava alcuni dei maggiori esponenti della pesca nazionale degli anni ’60 e ’70. Pagine memorabili in cui personaggi leggendari quanto lontani vengono dipinti in una visione mistica e affascinante della pesca di quegli anni. Gli autori italiani che hanno avuto un impatto importante sono alcuni e tra questi ricordo certamente Giandomenico Bocchi, padre dello spinning italiano di cui sono stato lettore per decenni arrivando all’ emozione di conoscerlo circa dieci anni fa a casa di amici comuni. Purtroppo un forte disaccordo (questione di punti di vista) tra di noi sulla questione siluro ci ha messo su fronti contrapposti. Da parte mia non è mai venuto a mancare il rispetto e la stima mentre ho verificato con grande dolore la totale mancanza di stile e rispetto che questo ex grande autore ha sviluppato nei mie confronti per cui mi limito oggi solo a citarlo per puro dovere di cronaca. A chi invece devo moltissimo è certamente Sandro Meloni, padre del surf nazionale e penna fenomenale quanto creativa. Il suo “Surf Casting” è un capolavoro assoluto, una delle punte più alte mai apparse in Italia e non solo; si tratta infatti di un libro che fa tranquillamente impallidire la maggioranza dei libri di pesca di sempre, ovunque. La lettura di libri di pesca a mosca ha fatto di me un appassionato discreto, nel senso che raramente ho fatto sapere di adorare questa pesca elegante. L’ epicentro di questo interesse nasce attorno al magnifico “Pesca a mosca” seguito da “Trote e mosche in acque veloci” che ho recentemente riscoperto ed in quale, oltre 25 anni fa, veniva presentata la TLT (Tecnica di Lancio Totale) che è stato il più importante contributo del grande Roberto Pragliola alla pesca sportiva.


Gran parte della mia lettura è di origine britannica, forse perché in quel ambito ho trovato gli spunti migliori per crescere. Il primo libro che merita una menzione, per me che ha scritto di carp fishing per anni è certamente “Carp Fever” di Kevin Maddocks, autentico capolavoro della pesca mondiale dal quale è nato gran parte del carp fishing moderno. Anche “The carp strikes back” di Rod Hutchinson è stato un faro nel buio. Rod è stato un autore brillante, molto meno tecnico di Maddocks ma altrettanto efficace quanto a descrizione di situazioni. Analogamente posso dire del bellissimo Carp Sense di Jim Gibbinson in cui la tecnica è allo stato puro e la descrizione non è mai fine a sé stessa ma, circondata da esempi e storie affascinanti. Il mio grande amico Paul Kerry ha invece prodotto “Long range Casting and Fishing tecniques” con cui si cresce come surfisti e lanciatori. Un libro che ho davvero apprezzato è “My passion for carp” di Andy Little, in cui uno degli autori di cui ho maggiore stima, racconta le sue storie e le tecniche con garbo ed arguzia.


Molto importante, quasi venti anni fa è stata la lettura del manualetto di Kevin Nash “Advanced rig book” nel quale venivano spiegati i terminali di allora, i migliori nodi e come fare un hair rig adeguato. Un libro di carp fishing di alto livello è quello firmato da Leon Hoogendijk “Carpe specimen” in cui ho avuto l’opportunità di collaborare insieme a tante altre firme europee. E’ stata una notevole soddisfazione perché finalmente un carpista italiano usciva dall’ editoria nazionale. Ma ammetto con presunzione, che erano già molti anni che firmavo articoli per le maggiori testate straniere. E con questo concludo con i libri di carp fishing. Noterete che non ne appaiono di italiani perché, fatta eccezione per i miei 4 che hanno avuto un eccellente successo (Boilies e Mix ha superato le 10mila copie), il resto è nullo. O peggio visto che in un caso, l’ autore non è nemmeno un carpista poiché colui che firmava il libro non è certamente in grado di farlo.
Tutti quelli che ho citato, sono libri di pesca mentre quello che voglio indicarvi è un thriller con la pesca come protagonista assoluta.

Operazione Bullfish” di Sandro Meloni è un libro che si legge bene, velocemente e che affascina perché ci porta nel mondo del surf casting ipertecnologico laddove la pesca diventa uno strumento politico. Un libro bellissimo che ho amato sin dal primo istante.

       
       

Libri

Il primo libro di pesca che ho scritto è forse datato 1967 /68 quando mettevo su un quaderno tutti i miei appunti di pesca. Credo che scrivere un libro sia una esperienza magnifica, faticosa ma che libera la testa e la fa galoppare liberamente e senza alcun vincolo. Non scrivo i libri per denaro, perché la pesca non offre questo genere di compensi in modo da ripagare le spese sostenute ma, solo per il piacere di poter rigirare tra le mani un qualche cosa che mi appartiene al 100%.

Carpfishing – Tecniche di pesca alla carpa

Questa è la copertina del mio primo libro “Carpfishing – Tecniche di pesca alla carpa” che è stato un grande successo editoriale andando esaurito in poco tempo. Rileggendolo, mi accorgo di quanto sono cambiati i tempi. Le informazioni sono ingenue e certamente, non mi rendevo conto che stavo spolettando una bomba che sarebbe scoppiata da lì a poco. Il Carp fishing è infatti il più grande fenomeno legato alla pesca sportiva nazionale ed europea degli ultimi 50 anni e sono orgoglioso di essere stato il primo a scrivere un documento tecnico acerbo, con pessimi disegni ma vero e pulito. Questo libretto ha un valore semplicemente storico e null'altro poiché Olimpia, ne fece una pubblicazione veramente a basso costo frustrando il mio desiderio di scrivere qualche cosa di veramente bello. Pensate che i disegni pubblicati sono esattamente gli schizzi che feci a mano convinto che un disegnatore li avrebbe rifatti. Ma già allora Olimpia lavorava male e senza nessun amore per le cose che potevano invece, fare veramente comodo. Oggi Olimpia è morta e conessa, le sue grandi riviste a causa di una gestione scellerata. Dopo oltre 20 anni di collaborazione continua, ho lasciato ed ho chiuso la rivista che avevo creto e fatto vivere per loro "Pescare Carpfishing". MI piange il cuore aver visto morire così la mia creatura e la casa editrice che seguivo sin da bambino. ma io ho fatto il massimo per dare il mio contributo.

I Segreti del CARP FISHING

Molti pensano che questo libretto “I Segreti del CARP FISHING”, che scrissi per la Fassa, sia in realtà il mio primo libro sulla tecnica. Si sbagliano perché uscì dopo circa 3 mesi e vendette un numero di copie sbalorditivo, oltre 10 mila. I disegni furono fatti da un caro amico, Brando Borghi e sono ancora oggi dei piccoli capolavori . Il testo è secco e snello e non concede spazi a racconti. Un manuale che fu utile a tantissimi e che ancora oggi mi viene richiesto. Il lavoro fu svolto con l'appoggio prezioso di Luigi Parenti della Fassa che è una delle persone professionalmente più valide che io abbia mai incontrato. Con lui tirammo fuori questo libretto, con la Fassa creammo Carp Fishing Italia e nacque il carpfishing italiano. Altri provano a accreditarsi dei meriti ma, se merito è quello di aver scritto un articoletto su una rivista allora che dire delle perosne che hanno creato l'associazionismo, le regole, gli enduro, la tecnica, i movimenti d'opinione. Qualche nome vero? Foroni, Lamperti. I Mantovani vengono dopo. Tutti gli altri che si proclamano "qualche cosa" , all'epoca non c'erano proprio. Max, Luca ed il compianto Maurizio insieme al grande vecchio Giorgio invece erano li cn me a provare a fare i pionieri!

Carp Fishing

Con l’ uscita del video “Carp fishing” riscrissi parte del primo libro e lo sintetizzai per allegarlo alla videocassetta. Fu un lavoro facile e che feci con grande entusiasmo. Il video era bello e raccontava una pescata a Casale sul Sile con Max Greco in cui la pioggia ci fece a pezzi. Le informazioni tecniche erano tantissime!

Quella cava era straordinaria, quella pescata fu speciale anche se giorni di pioggia terribile l'avevano gonfiata così tanto che eravamo costretti a convivere con il fango. Quando usci il video qualche proprietario dei terreni attorno al lago si arrabbiò moltissimo. Noi creammo un bel documento con Riccardo Di Sisto alla camera e Gionata Paolicchi all'organizzazione. Max Greco ora è sparito almeno, dalle mie frequentazioni. Era un bravo angler e una gran brava persoona. Sono tornato nelle Cava di Casale per le riprese del mio programma televisivo "Emozione Carpfishing" per Pesca (canale 236 di Sky) in compagnia di Stefano Forcolin e Andrea Zanchin ed ho vissuto delle giornate memorabili con belle catture. Splendio posto di pesca, uno dei tanti gioielli del Nord est. Comunque sia quel video  fuu indimenticabile per il numero mostruoso di catture, per le conndizioni estreme in cui vennero vissuti i primi due giorni, per il cane di Max che entrava in tenda totalmente sporco di fango e per l'entusiasmo alle stelle.

Pesca al Siluro

Il testo allegato alla video cassetta “Pesca al Siluro” sulla pesca al siluro mi è invece costato qualche fatica in più ma, lo scrissi quasi di getto dopo le splendide esperienze del PO e della Spagna. Olivier mi regalò un piccolo ma prezioso contributo per un manualetto che non aveva troppe pretese e che incontrò una certa diffidenza. Ma intanto, avevo messo per primo la mia penna anche nelle moderne tecniche di pesca al siluro e nessuno ad oggi, almeno in video, è stato9 capace di tornare sull’ argomento. Alla fine dei conti, sebbene datato 1995 questo è il primo video dedicato al siluro. Peschiamo vicino ad Occhiobello (Fe) con Olivier e Luca Foroni e in un secondo momento ci raggiunge Silvio Fiorini. Ne viene fuori una sessione eccezionale con una media di 35 pesci in barca. Ho ricordi eccezionali di quella esperienza veramente unica. Unico neo;non facemmo vedere che usavamo il clonk perché speravamo di tenere nascosto il più a lungo possibile, questo strumento. Non fu così e uno dei noi.....svelò ben presto il trucco e da quel momento, il clonk divenne lo strumento segreto ma non più di tanto, di centinaia di appassionati.

Boilies & mix - Le esche per il Carpfishing

Boilies e Mix è un libro importante perché è stato il primo lavoro in Europa, completamente dedicato all’ esca ed al suo studio. In precedenza vi erano stati dei libretti di Paisley scritti in inglese che però contenevano teorie a dir poco singolari. Ho impiegato tre anni per catalogare, studiare e mettere insieme tutte le informazioni. Credo sia un ottimo lavoro e gli attestati che ho avuto ne sono la testimonianza. Non ne ho però avuti dai cosiddetti “personaggi” del settore, troppi tronfi e presuntuosi per abbassarsi a fare i complimenti a chi ha speso tre anni per cercare di fare chiarezza anche sulle fesserie che loro (ancora adesso) dicono. E’ uscito anche in seconda edizione con una foto di copertina differente e recentemente, anche in terza edizione con contenuti completamente riveduti, aggiornati tanto da farlo sembrare un libro totalmente nuovo. Ed in effetti lo è. Una terza edizione è stat pubblicata circa 3 anni fa con ulteriori correzioni ed aggiornamenti e la risposta degli appassionati è stata eccellente. Purtroppo un libro del genere avrebbe meritato una distribuzione migliore, magari nei negozi per cui mi sono dovuto accontentare di un livello di vendite non eccelso soprattutto perché il libro è introvabile e  ora, con il fallimento di Olimpia è oggetto di scambio tra appassionati. ma rimedierò quanto prima con altre case editrici visto che Olimpia è totalmente inademnpiente nei meii confronti.

Carpfishing avanzato

“Carpfishing avanzato” è un libro chje amo perché scritto in un momento di grande vena e entusiasmo..A lungo è rimasto anche il mio ultimo libro. Non perché non avessi argomenti da trattare, anzi ma, per i risultati di vendita che ha avuto e che dicono chiaramente come in Italia sia inutile dannarsi a scrivere libri di pesca. Non si vendono e basta. I carpisti italiani pensano di sapere tutto dopo una cattura e si guardano bene da aggiornarsi e approfondire i sistemi. Credo che questo libro sia in assoluto, uno dei più belli dell’ intero panorama europeo sia per i contenuti tecnici che per la magnifica sequenza di disegni di Loris Perin. Chi vuole avvicinarsi ad una tecnica più specifica, trova al suo interno gli strumenti per farlo. Per me, si tratta di un gran lavoro che, ancora una volta non è stato nemmeno letto da tanti finti protagonisti della pesca italiana, quelli che poi si offendono se io non li considero nemmeno pescatori. In Italia sono convinti che per essere angler si debba avere un cognome straniero, strano a dirsi ma quando sono all'estero, vengo trattato da star esattamente come accade a altri autori. In Italia sembra che tutti siano campioni poi, li vedi a pesca e ti viene da ridere perché non sanno assolutamente nulla. E non parlo degli appassionati ma, di alcuni dei maggiori "nomi" della nostra pesca.

 

 L'ABC del carpfishing è l'ultimo libro che ho scritto a seguito di forti richieste di tanti appassionati che desideravano uno strumento didattico semplice e facile da leggere. Sono solo parzialmente soddisfatto del lavoro finito perché gli spazi a disposizione , non permettevano grandi approfondimenti . Inoltre, una certa rigidezza della redazione che ha lavorato sul libro l'ha reso meno fruibile rispetto a come l'avevo concepito. Rimane un buon lavoro, utile per chi inizia e ricco di informazioni accurate. Il responso delle librerie e edicole è stato molto positivo per cui, prima o poi ne produrrò un altro! Non ho tratto alcun beneficio da questo libro a causa delle gravisssime inadempienze contrattuali dell'editore per cui mi rimangono un paio di copie e la consapevolezza che in giro ci sono farabutti.

 

 

Collaborazioni

Come autore ho avuto il privilegio di scrivere in due libri di Maddocks dedicati alle acque da carp fishing: “Guide to 1500 carp fishing waters” e nell’ ultimo libro di Leon Hoogendijk “Carpe Specimen”.

La mia attività di autore inoltre ha visto partecipazioni anche in:
- Blinker (Germania)
- Carpworld (Gran Bretagna)
- Media Carpe (Francia)
- Krapi (Rep. Ceca)
- Carp- Talk (Gran Bretagna)
- Thalahassa (Grecia)
- Carpe (Portogallo)

 Copertine Riviste

La mia carriera di pescatore è stata fortunata perché, quasi senza volerlo sono stato gratificato da numerose copertine sulle Riviste nazionali e straniere. Se all’ inizio, lo ammetto, l’ idea di avere una copertina su Pescare mi faceva molto piacere oggi preferisco il lavoro più dietro alle quinte per permettere ai miei amici più cari, di avere questa soddisfazione. Per questo, su Pescare Carpfishing ad esempio, evito la copertina preferendo di gran lunga che amici e personaggi che mi seguono in quella bella avventura editoriale abbiano i loro meritati riflettori puntati. Credo infatti che gran merito dei successi che ho avuto nella pesca siano in gran parte merito di coloro che ho a fianco e che mi mettono in condizione di lavorare con la massima tranquillità. A seguire alcune delle copertine che ho avuto, non tutte perché sono oltre 100 e sinceramente ho perso il conto.

La prima copertina che ebbi risale ai tempi d’oro del "Quater", il gruppo di surfisti di cui ho fatto parte per circa due anni e che seminava il terrore nelle spiaggie della magnifica isola. Qui siamo a Platamona, una bella spiaggia a Sassari in cui le orate sono di casa e dove ho trascorso nottate magiche ed indimenticabili. Questa foto mi fu fatta da Marco Falchi, uno dei Quater oggi purtroppo sparito dalla circolazione.

Girando per Alghero, qualche anno fa, mi sono imbattuto in una copia di questa rivista in cui sono ritratto con Sandro Meloni. Sandro è stato un Maestro nella pesca e nel giornalismo . Qui siamo ritratti in un momento di felicità vera mentre facevamo ciò che più ci piaceva. Una grande scuola di pesca! IN realtà questa foto ed altre della mia preda, vennero praticamente tenute nascoste e se si nota anche da questo scatto, traspare quella che era l'idea del Meloni in queste circostanze; tutto passava attraverso lui. Per qualche anno ho accettato questa posizione subordinata anche solo per capire come dovevo comportarmi ma, spesso non condividevo certe posizioni. Meloni parlava di una pesca mille chilometri distante da quella continentale; in Sardegna si prendevano le ombrine e le orate ovunque; da noi il massimo era un cestino di mormore con l'arenicola. Ecco perché la sua lezione, ad un certo punto, ha perso di smalto.

Questa è la copertina del primo numero di Pescare Carpfishing, la rivista da me fondata e che ancora oggi, con tanti amici e collaboratori, sviluppo ogni due mesi. Non volevo essere io in copertina e questa foto, non era adatta anche perché questa carpa non era mia ma di Armando DiMaio. All’inizio nulla mi fu rinfacciato ma poi, secondo uno stile tipico dei nostri tempi, quella foto divenne una pietra di uno “scaldaletto” da quattro soldi,come chi lo creò...Purtroppo la pesca soffre di persone che desiderose di mettersi in mostra e di tante altre che si comportano come i tifosi del calcio; spesso non capiscono nulla o non sanno nulla ma, devono comunque dire la loro cercando di distruggere. Ho avuto persone che hanno cronometrato il tempo in cui una carpa era rimasta sul materassino, altri hanno cercato di inventarsi storie; spesso ho scoperto di aver pescato in posti o persone che non avevo mai visto in vita mia! Questa copertina non la volevo; la carpa non era mia ma di un altro angler e bastava ben poco per fare le cose per bene ma; anche sulla rivista c'erano scansafatiche non male!

La stessa foto di prima ha invece avuto una copertina di Pescare, anch’essa non cercata e avuta con una certa sorpresa. Vale il discorso di prima ben sapendo che di carpe e di foto degne di andare al posto di questa, ne avevo già molte e certamente, mi avrebbero evitato attacchi velenosi. La foto è indubbiamente bella ed il pesce, magnifico. Per la cronaca, quel giorno moriva Ayrton Senna ed io ero rimasto attaccato alla radio a seguire quelle che erano le ultime vicende di quel grande campione. Altro che piccolezze.. Per la cronaca, pescavamo sull'isolotto del Turano e da pochi giorni le carpe avevano finito di raggrupparsi. Prima di me aveva pescato Mantovani e l'averlo saputo solo dopo un giorno è l'unica ragione che mi ha spinto a pescare in quella zona. Personalmente non voglio sentirmi dire di pescare in posti di altri, tantomeno in quelli usati da persone che in qualche modo polemizzano con me. Ora, passata la soglia dei 50 mi viene da ridere pensando a quanta acqua è passata sotto i ponti e che cosa è accaduto ad alcuni dei personaggi del carpfishing italiano ancora oggi ad arrabattarsi con iniziative vecchie e stantie e percorsi che io e Gionata abbiamo attraversato dieci anni fa.

Anche questa è una copertina che non volevo e di cui avrei fatto a meno. Qui siamo a quello che oggi si chiama “Lago del Sole” che all’epoca era un bellissimo posto in cui girammo un gran video sugli amur. In quei giorni di pesca con Pino e Andrea, facemmo una mattanza di oltre 40 tra carpe, siluri ed erbivore. ne venne fuori un bel video aperto da un pezzo estratto da un vecchio album di Santana (caravanserai) perché ci servivano die grilli che suonavano. Mentre facevo finta di dormire tra un suono di grilli e la macchina del caffè che passava, doveva esserci una partenza (falsa). In realtà un amur di buone dimensioni fece esplodere gli avvisatori permettendoci di girare una scena d'apertura magnifica. catturammo anche tre siluri di buona taglia e Pino e Mauro vennero "sverginati" anche su questa preda. Peccato che quel lago adesso sia un bacino a pagamento nemmeno tanto bello.

Questa è una copertina che mi ha dato enormi soddisfazioni perché è stato un regalo di Antonio Brandi, caporedattore di Pescare ed è un ricordo della Spagna. Quel magnifico perca fu uno dei tanti che portammo in barca in quei giorni straordinari. La foto è di Olivier Portrat. Pescavo con Lui e Paul Kerry durante una vacanza spagnola ad imparare il mort maniè e facemmo catture eccezionali a dire poco. Non avevo mai pescato a maniè in modo proprio ovvero, osservando una persona che lo sapesse fare sul serio e arivati sull'Ebro in una zona di forte corrente iniziammo timidamente a pescare. Dopo pochi lanci iniziò una pescata durata 5 giorni in cui portammo a terra (barca), decine di perca fino a 7 kg. Paul prese un black da 3 kg, io un luccio ed un siluro di buone dimensioni. In breve capimmo quello che un angler riesce a vedere e provare in tre anni di pesca. Capimmo anche che Olivier è un grande pescatore, una persona di cultura, un grande professionista ma nè io, nè Paul faremmo a cambio con lui.

 

Questa copertina è dedicata a questa splendida comune di circa 20 Kg presa a Ventina (Ri). La foto è di Andrea Coroi ed è fatta dalla sua Mariposa. Credo si tratti di una delle più belle immagini che mi riguardano e mi rammentano che qualche giorno prima, era nata Cecilia. Una sessione magnifica con tre carpe a sorprendermi. Era un periodo che catturavo in tutte le situazioni al punto che in ogni week end (venerdi notte) avevo almeno una carpa tra i 15 ed i 20 da fotografare. Potevo pescare (da solo) in posti come Scandarello, Ventina, Turano, Salto, Paterno, Ripa Sottilre. Dico "da solo" perfhé in genere erano sessioni in cui doveva esserci SDC che alla fine, per una qualsiasi ragione, si defilava lasciandomi per l'appunto, da solo a sbrigarmela . Visti i risultati è andata meglio così. Ho imparato talmente tante cose!

 

La mia spigola record ha avuto questo premio copertina su Pescare Mare che è stata la prima rivista su cui ho scritto un articolo pubblicato a colori, nel 1987. La foto è di mio padre e fu fatta con una piccola macchina portatile la mattina dopo quella incredibile pescata. Il mare era ancora perfetto e forse altre spigole erano in agguato. Siamo vicino alle foci del fiume Albegna (GR). Ero con Walter Capponi e Peppe Barbato e catturammo tre pesci importanti tra i 3.5 e, appunto, gli 8,4kg. Vincemmo la gara a box e per una volta, tornammo a casa con i pesci poggiati sulle spalle tanto da sembrare angler durante una battuta in Namibia e Sud Africa. Era i tempi in cui il surf era l'unica attenzione d amore, erano i tempi in cui mi stavo inconsapevolmente preparando il terreno per diventare un autore. Ma mai avrei immaginato che venti anni dopo potevo contare su oltre 80 copertine i e 2000 articoli pubblicati n dieci Paesi. Ma, a dire il vero, quelli erano anche i tempi in cui la pesca era puro piacere!

 

Jaroslav Tezinsky è un editore della Repubblica Ceca che mi ha cercato e per il quale scrivo già da tempo. Il 2002 si è aperto con questa immagine di Ripa Sottile, la carpa è una fantastica comune. La Rivista mi tratta come una star e questo mi stupisce poiché vengo messo alla stessa stregua dei massimi esponenti europei. Che sia diventato veramente vecchio? Ecco le copertine che mi hanno dato in questi anni.

Catalogo Nutrabaits 1999: La copertina sul catalogo Nutrabaits è stata una grande sorpresa anche se la qualità della foto non è eccelsa. Bill Cottam mi ha fatto un grande regalo. Qui siamo a Ventina pochi giorni dopo la nascita di mia figlia Cecy. UNa sessione fantastica con Sandro Di Cesare e Andrea Coroi (autore della foto). Prendo 3 pesci e quindi smetto di pescare perché ero troppo felice per rovinare la giornata ai miei amici che non erano stati così fortunati. Era parecchio tempo che non prendevo una 20 kg e quella carpa è stata un grande regalo. Li per li non  i eravamo accorti che si trattava di un grande pesce poi, una volta a terra ed aperto il guadino ci mettemmo tutti a saltare dalla felicità. Sono passati 13 anni, quelli erano davvero tempi incredibili e bastava davvero poco per prendere pesci straordinari.

Catalogo Fox 2002

Incredibilmente vengo messo nel catalogo europeo delle nuove esche artificiali della Fox. Merito di una stagione a luciperca nel Tevere, davvero unica. Ogni uscita di pesca ci portava a catturare decine di perca fino a 7 kg pescando con il mort maniè e qualche volta, con artificiali. Con me, gli Zanderbuster ovvero PIno maffei e Mauro Pitorri e qualche sporadica apparizione di Andrea Coroi.

Enciclopedia a fascicoli " l'Arte della pesca" De Agostini.

Scrissi due interi libretti per l'Arte della Pesca oltre ad essere stato protagonista del video che fece praticamente nascere il carpfishing in Italia. Si trattava di una collaborazione importante per l'enorme visibilità che l'Enciclopedia avrebbe avuto. Peccato che neelle edizioni successive sia stato chiamato un tizio (che non nomino ma che avrei dovuto querelare) che, mi chiede immagini e promette un pagamento. Gli passo circa 400 foto che lui spaccia per sue e pubblica per De Agostini. Ovviamente non mi ha mai pagato, ha sempre negato e quando lo incontro, mi evita accuratamente. Ma priima o poi...............

 

 

Copertina per la rivista francese Carpe Magazine.Non amo scrivere per le riviste straniere perché oramai sono pigro e non ho voglia di mettermi a tradurre le cose che faccio. Ho scritto per Blinker, CarpWorld, Carpe Magazine e tantissime altre testate ed ho trovato una profesionalità che noi ci sogniamo. Ma ogni cosa ha un suo tempo e sinceramente, non mi va più di riscrivere per la millesima volta le stesse cose. Perché il carpfishing, per quanto appassionante è fatto sempre dalle stesse cose. Adesso ho contatti anche in Bulgaria e Russia e tutti mi chiedono articoli ma la noia è talmente tanta che non so quando mai potrò o avrò voglia di mandare pezzi (certamente non nuovi) anche a quelle testate.

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