
Le meraviglie dello shark fishing a Sal
Una delle più belle soddisfazioni che ho avuto in questi ultimi tempi è stato il lungo applauso che ho avuto al termine della conferenza sul Surf casting Estremo.
Platea completamente piena, sguardi interessati e la possibilità di raccontare le emozioni che si provano quasi si fosse un gruppo di vecchi amici.
Negli ultimi 5 anni ho dedicato molte settimane al surf ed in particolare, almeno due volte l’anno ho tentato la sorte nella pesca dello squalo per una serie di ragioni che vado ad elencare;
- è la preda che sognavo da piccolo
- è un traguardo per un surf caster
- è un combattente potente ed intelligente
- è un avversario nobile e da rispettare

I miei risultati sono stati altalenanti, come si deve ad una sfida tra due contendenti che provano a guerreggiare alla pari. In realtà , nella prima fase di questa ultima lunga esperienza ha quasi sempre vinto lo shark mentre, progressivamente, l’ago della bilancia si è girato dall’altra parte fino a regalarmi delle soddisfazioni importanti.
Ma andiamo per ordine perché in questa sfida ho avuto la fortuna di incontrare personaggi che tanto mi hanno dato per poter arrivare a capirci qualche cosa.
Il fatto è che anche quando si è avvezzi a pescare grandi prede, quando ci si ritrova con un rotante che si srotola a velocità folle, si commettono tanti errori fino a quando la preda non se ne va.
Questo, come raccontai anni addietro, il mio ritorno allo shark fishing in quel dell’Isola di sal dove ero approdato per girare alcuni filmati.
La situazione era meravigliosa con la spiaggia di Sierra Negra battuta da un’onda perfetta e tanti strike a susseguirsi vorticosi e una bella serie di fili rotti, slamate e inutili rincorse tra il sottoscritto e il gruppo di angler che mi accompagnavano.
La stessa sorte era capitata dalla roccia dove avevo preso una scoppola incredibile al punto da essermi sentito in vero imbarazzo davanti ai miei ospiti convinti di trovarsi di fronte ad una macchina cattura squali quale …non ero di certo.
Dopo una settimana di batoste a salvare l’onore ci aveva pensato l’amico Michele Spataro che aveva piaggiato un lemon di una cinquantina di chilogrammi con al sua Beast master accoppiata ad un leggendario Policanskyda 50 libbre.
Io mi ero accontentato di una foto ricordo ma l’amarezza di aver perso molte buone occasioni mi aveva lasciato il segno al punto da decidere di tornare solo un mese dopo poiché al lavoro si erano create le condizioni per affrontare un nuovo viaggio.
Come d’incanto, la pesante batosta sembrava aver avuto effetto se è vero che ero riuscito a mettere a terra un paio di grandi lemon shark, un magnifico nutrice ed aver finalmente capito cosa si deve fare e che attrezzatura si deve usare quando non s ha una distesa di sabbia davanti ma, ambienti misti oppure, una scogliera rombante.
A Sal avevo messo da parte gli 050mm con cui avevo pescato in altre parti del mondo (Boavista in primis) per caricare i mulinelli con lo 060 da sabbia e 070mm da roccia. Via ai magnifici 30 libbre per fare spazio ai 50 libbre e terminali completamente ridisegnati seguendo i consigli di Jacopo, Michele e i ragazzi di Sal che mi avevano accompagnato.
Da quel momento , tutto era cambiato e se è vero che qualche super preda mi aveva fatto esplodere anche questi diametri la ragione stava solo nella testardaggine di aver voluto lanciare comunque la ia esca anche quando era evidente che si trattava di…… locomotive e non di semplici squali.
I filmati che ogni tanto faccio passare sul mio Mac e che sono stati (non tutti) trasmessi nelle mie “Fishing Adventures” su Caccia e Pesca rendono appieno l’incredibile sforzo che si deve compiere per fermare o meglio, rallentare, un limone di 50-60 kg stando con i piedi dentro l’acqua oppure, in bilico sulla scogliera bassa vicino a Santa Maria.
Ma questo pezzo non vuole solo essere una personale esaltazione dei risultati che ho ottenuto ma il giusto tributo ad un gruppo di ragazzi che lavorano ed operano a Sal grazie ad un giovane centro di pesca che ha raccolto l’eredità di quello in cui io stesso ho avuto una partecipazione sociale. Se prima parlavamo del Fishing Dream , ora praticamente defunto con grande dispiacere personale (ed anche del mi portafoglio…), ora si parla di CV Fishing Holidays (http://cvfishingholidays.com ) in cui Jacopo , Roberto e Samuele operano con grande entusiasmo e passione.
Tag and release.
A Sal , grazie a questi angler è stata adottata la politica del catch and release integrale degli squali anche perché la tipologia di prede possibili permette veramente uno studio e la possibilità di catalogare alcune tipologie di Elasmobranchi tra cui
Carcharinus Plumbeus o Squalo Grigio
Carcharinus Obscurus o Squalo Bruno o Dusky Shark
Negaprion Brevirostris o Squalo Limone
Carcharinus Brevipinna o Spinner shark
Carcharinus Galapagensis, raro ma presente
oppure il
Ginglymostoma Cirratum o Squalo Nutrice.
Queste sono solo alcune delle specie che è possibile catturare, taggare e rilasciare dalle varie spiagge che permettono una pesca comoda e semplice così come in luoghi difficili ed adatti ai più esperti (e solo di giorno) come le grandi scogliere della parte Nord e Nord Est dell’Isola.
Qui tutto si fa molto difficile e i pesci non si prendono se non si stare in pesca. Poi, una volta vinto il combattimento bisogna salpare la preda perché a meno di non essere dei delinquenti, il raffio qui non si usa perché significa condannare a morte una preda.
IL difficile diventa il calare una cima annodata in modo scorrevole a mò di lazo con un palo che ci permetta di raggiungere la cosa del pesce. Poi, dopo non pochi sforzi, si blocca e si solleva lentamente magari aiutandoci con un telo plastificato usato come se fosse un materassino. La pelle dello squalo è ruvida e durissima ma, se riusciamo ad usare questa ulteriore accortezza avremo portato a casa un altro punto qualità in più.
Poi si slama e usando lo stesso telo, lo si fa scivolare in mare senza perdere tempo e senza rischiare di stressare ulteriormente questa meraviglia della natura.
Con i tag disponibili, si aggiunge anche la procedura e si annotano tutti i dati sensibili per poter disporre di una database adeguato che possa fornire un quadro più completo delle popolazioni di squali nell’area capoverdiana.
Questo è uno dei progetti che i ragazzi del CVfishing holidays sta portando avanti e per i quali, come membro del progetto “Shark Life” vorrei creare una forte sinergia affinché gli scienziati ed i ricercatori che compongono il gruppo di lavoro, possano trarre il massimo beneficio.
Cosa serve per lo shark fishing?
Pescare squali dalla spiaggia e dalla roccia significa avere idee chiare e lasciare perdere coloro che si dichiarano esperti con mezza cattura nel loro curriculum. Qui a Sal le guide hanno visto e catturato più squali di quanti se ne possano immaginare per cui ci troviamo davanti a persone che giornalmente accumulano esperienza. Da qui la necessità di disporre di attrezzi potenti, affidabili, dal costo contenuto. Siamo a capo Verde e non a a pescare mormore per cui non si deve guardare troppo per il sottile se ci viene proposta una canna ultra potente. Semmai dobbiamo avere confidenza con i rotanti da 30 e 50 libbre ben carichi di filo (qui userei il nailon piuttosto che gli intrecciati). Poi, ci si porta da casa qualche decina di metri di monacavo da 175 libbre e una bobina di 49 strand di analoga tenuta unita ad una bella bobina di 1.20 mm per preparare shock leader lunghi almeno 20 metri. Portiamo con noi anche delle Sampo da 250 libbre ed una piccola scorta di ami 4/0 fino al 10/0 (quest’ultimi solo se prevediamo di innescare qualche pesce vivo o branchi e tonno o whahoo).
La parte difficile è data dai nodi che devono essere all’altezza ma per quello, le guide di pesca presenti sono prodighe di consigli e di insegnamenti per cui dopo qualche tentativo riusciamo a farli in modo perfetto e sicuro.
Una bella busta porta terminali con una scorta di finali già pronti.
Sono stato una decina di volte a sal neglli ultimi 4 anni ed ogni volta è stata una avventura differente ed emozionante perché se la spiaggia mi ha regalato sconfitte pesanti, la piccola scogliera accanto a Santa Maria mi ha regalato un lemon di dimensioni straordinarie e tantissime catture minori anche con attrezzi leggeri. Il magnifico “Reef” posto nella parte est dell’isola mi ha concesso la pesca a vista e l’emozione di mettere a terra un bell’esemplare di lemon sui 60 kg preso a vista mentre una piccola insenatura rocciosa mi ha permesso di vedere un enorme squalo (non identificato) di oltre 3 metri attaccare la mia esca e spaccare il la lenza madre dello 075 mm in pochi istanti mentre Fiura e le grandi scogliere del Nord , mai avare, mi hanno offerto emozioni uniche e che chi ama la pesca non può che non portare nel cuore.
Il merito di tutto questo è di un gruppo di ragazzi, anzi di uomini che hanno fatto della pesca,una scelta di vita portando avanti un progetto bellissimo e coraggioso.
Vivere una Emozione Sharkfishing a Sal è un consiglio che mi sento di dare a tutti coloro che vogliono vivere la pesca nel migliore dei modi lasciando alle spalle la mediocrità che ci circonda, i falsi esperti da quattro soldi e coloro che arrivano a casa d’altri convinti di poter usare quell’arroganza che a casa loro gli è troppo docilmente permessa.
Sal è terra d’uomini e di angler, per questo va vissuta a fondo!
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(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)| News |
Il "mio Carpfishing" è il nuovo libro sulla tecnica di pesca cher ha cambiato molto nel modo di vivere questo hobby in acque interne. In tanti l'hanno chiesto e serviva a colmare un buco enorme lasciato dal fallimento Olimpia e dalla sparizine di tutto ciò che è libro di pesca. Con Edizioni Vega proviamo a colmare questo gap.
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La pesca ricreativa deve cambiare pelle in modo radicale, devono cambiare molti uomini e molte teste. Deve staccarsi il cordone ombelicale che la lega alla politica a cui nulla interessa di 1.4 milioni di praticanti.Una strada troppo impervia? Credo di si.
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Un viaggio incredbile nel mondo di sapori ed emozioni nuove, una scoperta unica ed emozionante! Acquapazza a Firenze!
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Un bel Carp Italy che cancella i disagi della passata edizione e ripropone questa manifestazione come il cenro focale di questo settore.
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Presi con le reti dove non si possono mettere. Tanto per distruggere qualche cosa in più...Questo è bracconaggio e la pesca professionale seria dovrebbe prendere le distanze da questi comportamenti che sono intollerabili. Sono parole buttate al vento,questo miracolo non accadrà mai nel paese dei balocchi..
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Acque invase e desertificate da distruttori che le stanno razziando.. Una invasione inaccettabile a cui lo Stato non sa rispondere. Una licenza di pesca che non serve a nulla se non a pagare una gabella in più. La pesca italiana si deve fermare e riflettere perché non c'è più via d'uscita.
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Angler di grido oppure super benestanti che vengono beccati a vendere tonni al ristorante. Il mondo è piccolo e la gente mormora.Ci vuole un cambiamento epocale e forse serviranno troppi anni.
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Parlare parlare nascosti dietro un nick name o una maschera! Troppo facile giudicare senza sapere nulla o modificando ad arte la realtà per provare a somigliare almeno un pochino a chi si cerca di denigrare. L'invidia è una brutta bestia....
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Un importante intervento chiarificatore da parte del Gruppo di lavoro per la Pesca ricreativa. Si ribadisce la possibilità di praticare il Catch and Release senza limiti temporali!
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