pubblicato il 23/07/14

Ci siamo, stamane é stato firmato il decreto che ferma la pesca ricreativa con prelievo del tonno rosso.

Poco male qualcuno dirà mentre altri, abituati al non rispetto, manco verranno a saperlo; li imbarcavano prima, lo continueranno a fare anche poi.

Le notizie di infrazioni, gli orrendi filmati di massacri, sono ricorrenti sui social e spesso la gente manco si vergogna di nascondere la propria presenza a bordo anzi, usa con orgoglio le immagini.

Solo questi filmati basterebbero a giustificare una chiusura perenne della pesca con prelievo se non  fosse che non é pensabile fare di tutta l'erba, un fascio.

Conosco molti appassionati di pesca al tonno e tra questi, molti non rilasciano mai ma,ne conosco altrettanti che invece sono ligi alle regole e si accontentano magari di una sola preda da portare a casa per poi tornare al release.

Questa categoria, stando alle regole attuali, viene spazzata via perché alla fine dei conti anche quest'anno i giorni in cui, nel medio alto Tirreno, vi è stata la possibilità di cattura non sono stati più di 4-5 a causa della situazione meteo e relativo mare mosso. Diciamo che fino al 10 luglio i tonni erano impegnati a far altro e la finestra si é aperta fino a domenica 20 per richiudersi subito causa raggiungimento della ridicola quota.

Da domani, prelievo proibito, banditi seriali comunque in azione e tanti di noi, me compreso, impossibilitati a sfruttare quei giorni ma decisi a rispettare le regole,in una sola parola; fottuti.

Fottuti, parola forte ma che sintetizza il mio stato d'animo. Anche quest'anno, colpite alla schiena alle aziende nazionali e non, produttrici di accessori da Biggame e fine della giostra mentre quella dei professionisti prosegue imperterrita perché tanto sforeranno e nessuno se ne accorgerá.

Chiaramente sto parlando di aree del nostro Paese in cui la cultura della pesca é presente perché in altre regioni italiane l'esistenza di quote, misure minime,permessi da detenere, procedure da rispettare, periodi di divieto é totalmente sconosciuta. 

In certe aree, tutto ciò di cui sto scrivendo é assolutamente inutile perché i tonni di tutte le misure vengono imbarcati a decine e con orgoglio si sente parlare di mattanze.

Da qui il ragionamento che anche il proibire integralmente il prelievo non é una strada da percorrere perché l'Italia é Paese in cui le regole si interpretano liberamente e mai in modo univoco.,...si interpretano, mica si rispettano. Per quello serviranno altri 50 anni e una rivoluzione culturale impensabile ora più che mai.

Ma allora qual'é la soluzione, una volta fissato il punto che per i tonni serve un permesso specifico, una cultura specifica e nessuna debolezza da parte di chi é preposto al controllo fosse di Fiumicino, Albarella, Reggio Calabria, Roccella Ionica o Trapani ( Capitanerie)?

Garantire una singola cattura ad ogni detentore di permesso. Una singola cattura a stagione dopo la quale non sia permesso detenere in barca raffi o oggetti atti al sollevamento. Un po come si fece con le bombole da sub, mai in barca insieme ad un fucile.

 Funzionerebbe?

 Non ne ho idea, in Italia la madre dei furbi é sempre gravida per cui si troverebbe certamente la soluzione ma se a questa si aggiungesse il raddoppio delle multe ed il sequestro permanente delle attrezzature oltre alla inibizione ai successivi permessi, forse si entrerebbe in un ambito eccessivamente repressivo ma...

In Canada, dove ci sono più lucci che acqua, se si viene colti a pescare con amo senza ardiglione schiacciato ( amo singolo non ancoretta) si prendono 2500 dollari ed il sequestro di attrezzature e licenze.

E allora ne vogliamo parlare?  Li di furbi non ne ho visti molti.

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