pubblicato il 27/11/18
Questa storia l'ho scritta già alcune volte e ogni tanto anto bisogna ricordar lo non tanto a noi stessi che l'abbiamo vissuta ma a coloro che sono convinti che tutto sia nato per caso e non sia invece stato frutto di una montagna che in pochi abbiamo scalato contro tutto e tutti..
Una storia che mi pregio di raccontare perché l'ho vissuta sin dal primo giorno insieme ad alti compoagni di avventura..
Quando iniziammo a parlare di carpfishing, tanti anni fa, non esisteva davvero nulla di nulla.
Qualche articolo mal tradotto, sti avvisatori acustici che apparvero nella fiera AIPO e poc'altro.
Una sola azienda commercializzava alcuni prodotti Andy Little e per il resto, zero assoluto. Anmdai a parlare con il titolare e mi guardò come un marziano perché i prodotti che aveva non sapeva nemmeno a che servissero; lo spiegai e si iluminò..
Per avere qualche cosa, sfruttavo le gare che facevo in Inghilterra per l'UKSF (United Kingdom SurfCasting Federation) dove venivo invitato come ospite.
Ne approfittavo per andare in quei magnifici negozi che sapevano di bolies. I nostrio erano mediamente delle bettole ed al masimo ti dicevano di pescare le carpe con la polenta e il mais..
Un Optonic valeva un sogno, un sacchetto di ready mades lo centellinavamo per settimane usandole solo come innesco. I
Presi tre sacchetti da 1 kg della Richworth e li tenni come reliquie salvo poi usarli e finirli per girare  il video i laghi di Montauro per la serie "L'arte della pesca" per la De Agostini da cui nacque effettivamente il nostro carpfishing; tutto quello che venne  fu successivo. Tutto.
Per fare le pop up facevamo un buco alla boilies e ci mettevamo la schiuma galleggiante e poi si legavano perché se le foravi galleggiavano dieci minuti.
Usavamo canne da 2 1/4 fino a quelle da "Long Range" da 2 3/4lb e le 3 libbre e più pesanti erano inimmaginabili.
I mulinelli da sogno erano gli Shimano con il baitrunner.
Scrissi due libretti; "I segreti del carpfishing" andato a ruba ed ora oggetto da collezione e ancor prima "Carpfishing-Tecniche di pesca alla carpa", altro mega successo editoriale...ma la fiamma era stata accesa dalvideo per l'Arte della Pesca girato ai laghi di Montauro con la regia del leggendario Renato Vacatello e la supervisione di Mario Molinari
I rod pod erano tre; il Gardner con la gambe in plastica, il Fox e quel gioiello di style che era il Solar.
Il sogno era possedere una Maddocks che in realtà era una cagata di canna  dall'azione improbabile spacciata come un gioiello...
Le top erano le Shogun Daiwa  e le Sportex e me ne diedero due per fare le prime dimostrazioni in quel di Mantova.. I poveri chiacchieroni di oggi manco erano nati..
In generale, se le Shogun erano esageratamente rigide nello stile Daiwa , le altre erano veramente modeste  canne paraboliche buone per laghetti inglesi ma non certo per le nostre acque.
Anche quelle canne che sognavamo di notte; le Hutchinson Dream Maker  erano mollaccione, finchè non venne un italiano che veniva dal long casting a spiegare ad Alastir Bond, che così proprio non si dovevano fare....e nacque un nuovo standard costruttivo...il Parabolico Progressivo che altro non era se  non una evoluzione di una canna da surf casting tipo "bass" a cui avevo ammorbidito la cima lasciando un manico potente.
Tutti, partendo da Rod Hutchinson chiesero di fare le future canne con quella azione.....TUTTI continuano ad usare quella azione dopo 25 anni...
Questo perché erano nate le RR Classic che ancora oggi farebbero una porca figura.
All'epoca vendettero centinaia di modelli; tutti le volevano e decisi quindi di farne fare una seconda serie divenuta storica; le Blue Arrow.

Nel frattempo due aziende erano nei sogni di tutti; Nash con cui avevo collaborato nel mio periodo con Daiwa e Fassa (1989-1994) e quindi (1994-2007) Fox.
Con l'arrivo di questi due colossi si alzò il livello qualitativo e tutti dovettero adeguarsi, dietro di loro c'erano i magnifici acciai Solar e i Delkim, tra le esche; Nutrabaits di Bill Cottam.
In quei mesi frenetici il nostro panorama, cambiò radicalmente perché il compianto Maurizio Lamperti  importò anche Tecnipeche  e Nutrabaits mentre altre aziende UK entravano nel nostro mercato.
Anche noi italiani cominciavamo a vedere qualche cosa di bello e anche se terribilmente costoso.
Facemmo nascere Carp Italy, facemmo nascere Carp Fishing Italia, facemmo nascere il Big carp Daiwa Team in cui distribuivamo premi pazzeschi per far conoscere il carpfishing in Italia. 
In quei frangenti il movimento di maggior respiro era certamente a Mantova attorno al negozio La MIncio dove Luca Foroni dirigeva le danze con un gruppo di eccelsi anglers come Marco Araldi, Fabio Bertani e Stefano Pasquali.
Molti dei momenti di maggiore imnportanza si tennero proprio in quella zona partendo dal già citato Big Catp Daiwa Team presso il Lago San Pietro per arrivare al primissimo enduro e le prime dimostrazioni.
Grazie al gruppo di Mantova anche CFI ebbe a beneficiarne e il terzo Presidente fu Giancarlo Benuzzi che mi sostituì alla guida poiché avevo appena firmato un accordo commerciale con una azienda del settore. 
.
Nasceva Carp Max che faceva boilies alla banana che mi piacevano da morire!
Dietro c'era Max Mantovani e quell'azienda era un bella realtà, la prima delle tante che sono nate da quel momento speciale di magma evolutivo che NOI abbiamo provocato e che ancora oggio porta tanti a creare aziende di boilies e di accessori.
Noi abbiamo creato quel sisma, insieme all'imprenditoria italiana.
Facemmo nascere due riviste straordinarie; Pescare carpfishing e Tuttocarpa e siluro; uscirono i mie primi due libri ed anche Max ne fece uscire uno. Poi arrivò Bloilies e MIx e fu un trionfo.
A Casale sul Sile con Max Greco facemmo un video con decine di carpe sotto il diluvio usando boilies Carp Max che proprio lui, il mio "acerrimo" avversario, mi aveva fatto avere. Proprio perché la parola "odio" non è nel nostro vocabolario.
Eravamo felici, entusiasti, vogliosi di scoprire, di studiare, scrivere, fotografare, provare, emozionarci, condividere. L'esatto contrartio dei soloni da testiera o dai tre mesi in tenda a farsi le canne....
 
Oggi; c'è tutto (per fortuna) e lo si deve ad un manipolo di giovani con la testa sulle spalle che non criticavano chi prendeva un pesce in un laghetto, eravamo felici per lui e basta.
Tutto è a portata di clic o di negozio, tutto appare banale ma è il frutto del nostro pazzesco lavoro.
Per arrivarci sono serviti sacrifici enormi, inimmaginabili.....centinaia di ore a pesca senza  tende adeguate,con lettini di fortuna, con abbigliamento improvvisato..... milioni di ore a rollare palline a mano, a provare aromi, mix, scrivere appunti e pescare....
Ora è tutto scritto, non si inventa nulla che noi non abbiamo già fatto trecento volte.
Un solo tutorial sull'Allbright Knot che feci per COL ha fatto quasi 900 mila visualizzazioni...altro che 20 like su FB....
Boilies e Mix ha venduto decine di migliaia di copie. per scriverlo ci ho messo due anni e provato TUTTI gli aromi di TUTTE le aziende dell'epoca....e quasi tutte le farine che descrivo. In questi giorni la 4^ edizione sta andando a ruba...
In quel perido, come nella migliore tradizione italiana, Max Mantovani ed io ci trovammo a guardarci dietro a due trincee in una battaglia forte e senza esclusione di colpi. Andai da Albieri invitato a un incontro tencico e Max chiese ai "suoi" di disertare l'incontro.
Non venne nessuno e me ne tornai a casa con 450 km sulle spalle e la certezza dhe io...avrei fatto la stessa cosa la volta successiva (che non arrivò mai)..
Come dice Max, siamo molto diversi; lui dice che io non so far ridere ed è forse è vero ma siamo complementari in tutto.
Lui è un mattacchione dalla battuta pronta, io ho sempre vissuto a cavallo tra il ruolo istituzionale di uomo con le stellette e la voglia di dimostrare che si può arrivare a tutto; basta volerlo fortissimamente. 
Esattamente ciò che voleva anche Max, COSTRUIRE!
Non ci siamo mai insultati una singola volta. Presi per il culo come è giusto che sia ma poi, facevamo gli enduro in coppia!
Abbiamo anche fatto un video insieme; alle sandre di Raduta proprio perché siamo entrambi angler malati di pesca e il cf per quanto vissuto intensamente è una parte della nostra vita; non la NOSTRA VITA.
Per questo ci siamo voluti bene da sempre e rispettato anche quando dentro c'era il desiderio di mandarci affancu...poi, passava tutto perché amavamo ciò che stavano COSTURUENDO!!!!!
Senza Max non ci sarebbe forse stato Ripa e viceversa!
Perché l'uno per l'altro eravamo uno stimolo a crescere per far meglio.
Erano anni formidabili ed è impossibile non ricordare un altro pioniere; Andrea Baldeschi a cui sono legato da profonda amicizia e stima. Andrea ha avuto l'10% di ciò che meritava.
Un gigante in tutto. Se esiste il Long Casting ad esempio, beh lui è l'uomo che lo ha creato in Italia.
Pur di stare insieme prendevo la macchina una sera si e l'altra pure, per andarlo a trovare a Pisa da Grosseto; li, rollavamo a mano centinaia di palline.
A Treviso c'era quel gentiluomo dello Stefano Forcolin, altra grande scoperta perché il gruppo degli autori della due riviste di cf; Pescare Carpfishing e Tuttocarpa, si stava formando piano piano.
A sceglierli e spiegargli cosa fare per diventare autori c'era il sottoscritto per Pescare carpfishing e dall'altra c'era Max
Dalla Svizzera arrivavano le foto di Max Greco, un enorme pescatore ed un gran bravo ragazzo, gentile, ospitale e generoso. Lugano era un luogo da cui uscivano carpe spettacolari e con Paul Kerry feci una sessione magica a suon di 13-18 kg che ancora ricordo.
Erano anche i primi vagiti di un ragazzo di Rieti timido ed introverso; Sandro Di Cesare mentre due romani de Roma fermarono me e Max mentre vivevamo insieme (alla faccia della rivalità....), l'enduro del Trasimeno.
Erano Pino Maffei e Andrea Coroi, amici da una vita.
Con Pino mi sento ancora oggi TUTTI i giorni.
C'erano tanti super angler; Luca Foroni, Mauro Bisleri, Glauco Grana, Daniele Campello, Ermes Perin, Gigi Negri oppure Pasquale Loddi sempre a Roma.
Non dimentichiamo poi un altro padre fondatore; Giorgio Balboni
E che dire del Giancarlo Benuzzi o del gradissimo Agostino Zurma entrambi presidenti di carp Fishing Italia succeduti a Ezio Steri, io stesso e quindi a Claudio Ridolfi.
Agostino, angler di eccezionale valore e dall'etica perfetta,  è ancora a cavallo a guidare una associazione che è di grandi dimensioni che è stata sistematicamente boicottata da molti carp angler ma che annovera tra i soci, Paisley, Maddocks, Maylin, Little, Hutchinson, e la crema del carpfishing italiano inteso come appassionati.

Poi c'era Carp Italy e ci ritrovavamo tutti a COSTRUIRE con i nostri slide show, con le nostre tavole rotonde, con la voglia di capire e divulgare.
Ognuno di noi andava a vedere lo slide show dell'altro per imparare!
All'estero ci guardavano con attenzione; Max ed i francesi; io e gli inglesi..... fino ad arrivare all'apoteosi di Genk nell'evento Watersport Centralen... tenni una conferenza con 2000 persone accalcate in un teatro in religioso silenzio.
In inglese, tradotto in fiammingo: una figata spaventosa....
In Italia, nella terra dei nati imparati e dei critici da operetta, gli slide shoow spesso avevano 10 spettatori.
In Inghilterra ne ebbi 800 e gli inglesi non amano gli stranieri..
Tutti, assai più carpisti di noi, volevano ascoltare e studiare gli italiani e l'Italia, terra di carpe e di giovani entusiasti che si affacciavano al mondo del carpfishing.
E fu un trionfo per TUTTI noi; per me, per Max, per Glauco, per Ermes, per Andrea....per tutto il cf italiano che da allora fu visto con occhio diverso e fioccarono  le richeste di scrivere su Carpworld, Carpe Magazine, Blinker, in Austria, in Repubblica ceka, in Russia...negli USA; ovunque. Maddocks, Hutchinson, Nash, Gibbinson, Maylin, Cundiff, Little, Paisley mi contattavano.
Tutti noi avevamo spazi, copertine, interviste nessuno escluso.
Queste cose sono scritte nella pietra del carpfishing europeo che ha poi prodotto altre perle di angler che mi piace ricordare perché sono la generazione che sta prendendo il nostro posto; ad esempio Matteo Marmocchi, un geniluomo tostissimo; l'uomo senza il quale Nash non avrebbe mantenuto il suo brand in Italia .
MI piace ricordare Lorenzo Luciani, altro grandissimo della nostra disciplina, mai un momento fuori posto...l'olimpionico di Pechino Eugenio Amore e il suo compagno di pesca Leo Bergamini oppure il preparatissimo Thomas Santandrea.
Altri ne dimentico ovviamente ma, non posso non menzionare le due lady del carpfishing come Luisella Crivaro e Anabel Gura.
Si impari la lezione del passato che è anche la ragione del presente e si COSTRUISCA perché, anche a provarci, nessuno può cancellare la storia e gli uomini di questi disciplina.
E  ho solo descritto una piccola finestrella, ma potremmo starci ore a raccontare una storia magnifica e irripetibile che ha visto i Roby, i Max, Andrea, Pino, Glauco, Stefano, Giorgio, Mauro, Ermes e tanti altri essere protagonisti..
Vien da ridere se si pensa di chiedere ad un novello solone chi è Jim  Gibbinson e cosa ha scritto, qual'è lo stile di vita indicato da Rod Hutchinson, dove  pesca di solito Bill Cottam, cosa insegna Ronnie de Groote, chi è veramente Leon. Quanti di questi analfabeti funzionali hanno letto Carp Fever che ha venduto oltre 150 mila copie e chi l'ha scritto (Maddocks) oppure chi era Andy Little....
Men che meno se cito Chris Yates oppure Redmire Pool.....ahahaha ignoranti come capre!!
Il carpfishing è in quelle pagine e in quelle che noi abbiamo scritto a seguire. Il resto è solo pura invidia e incapacità conclamata.
Nessuno può provare a mettere in dubbio le radici del carpfishing italiano, a provarci si fa una figura della volpa e l'uva....per essere educati.

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