pubblicato il 02/10/15

In questo periodo sono sotto attacco per cose non dette e mai pensate. 

Incredibile che mi sia stato chiesto di giustificarmi. Giustificarmi di cosa? Di non aver condannato Fanucchi perché ha preso una bella carpa? Oppure per aver preso le difese di un collaboratore che ha scritto un articolo e aver deciso di tutelare chi si impegna a costruire anziché criticare biecamente?

Questa discussione inutile non ha portato a nulla se non la convinzione che non esiste più un motivo valido per dedicarmi a questo settore che non mi appartiene più.

Ovvio che io sia assolutamente contrario alle Fly Carp e mi fa schifo pensare a pesci che vengono tolti da acque libere per andare in laghi per diventare maiali da tiro alla fune. o oggetti da copertina ma tant’è. 

Si tratta invece di un fenomeno complesso che non dovrebbe tollerare intemperanze ed integralismi perché vi sono diversi aspetti da considerare e serve una visione d’insieme, non miope e di parte. Non basta dire “no”, non serve ad una mazza e i fatti lo dimostrano ampiamente perché con il finto purismo non siamo mai andati da nessuna parte.

Serve, come dicono gli esperti, una “big picture” altrimenti si cade nell’utopia senza regole nella quale sguazza chi viola le regole stesse perché si protegge dietro minacce, querele e altro.

Ad esempio, bisogna riflettere su come certe istanze vengano viste dal resto del mondo della pesca perché se è vero che le Fly Carp sono un dramma da risolvere è altresì vero che tocca quasi esclusivamente la sfera dei sentimenti dei carp anglers e solo raramente quella delle altre categorie di pescatori che invece, (tutte), sono coinvolte dal bracconaggio.

Abbiamo pubblicato un articolo al proposito che esprime chiaramente come da fuori questa querelle sia considerata quasi bizzarra.

La vicenda , al di là di ogni commento, presenta alcuni aspetti interessanti che mi piace commentare perché indicano in che direzione sta andando una parte della pesca sportiva.

Non è una bella direzione anzi e non credo vi siano modi per cambiarla o perlomeno, io non ho più intenzione di dare alcun contributo per farlo. Tempo perso,

Chiaro che con la drammatica crisi di valori, con le difficoltà economiche di molti, con i posti di lavoro e le prospettive che latitano sono in tanti che si buttano a peso morto nell’hobby che potrebbe magari diventare qualche cosa di più.

Ma questo sta portando molti a perdere la bussola perché raramente la pesca sportiva può essere un lavoro in grado di sfamare e far pagare mutui e nel momento in cui diventa una professione, perder gran parte del suo fascino. Credetemi, fare le cose per forza perché “le devi fare” non è bello.

Le vicende recenti hanno anche dimostrato che esiste una certa difficoltà a riconoscere ruoli, storie ed esperienze se penso che un tizio del web ha chiesto che cosa avessi fatto io per il cf italiano. 

Niente, assolutamente nulla di cui non andare fieri tipo la creazione di CFI, o di Pescare Carpfishing o di Carponline, libri, video, meeting, convegni  e non certo per lucro….vivo di altro.

Dimentico la conferenza di Genk dove presentai all’Europa il cf italiano davanti a 3000 persone in religioso silenzio..

Banalità certo…..e vorrei tornare ai concetti a cui mi ispiro…Il resto è solo passato che conta poco..

Li vado brevemente ad elencare.

  • La pesca è pesca , non è politica o strategia industriale
  • Mai prendersi sul serio anche quando sei in televisione tutti i giorni.
  • Le carpe se vai a pesca 150 notti l’anno le prendi anche se sei un somaro. 
  • Ma se vai 150 notti l’anno diventi un somaro in tutto ciò che hai nella vita normale.
  • La pesca è condivisione di valori ed amicizia 
  • Essere un angler moderno significa conoscere anche profondamente le proprie radici e sapere di pesca (tutta). 

In quest’ultimo punto i pescatori italiani non sono all’altezza dei colleghi stranieri perché sfido qualsiasi carpista delle ultime generazioni a dirmi chi era Giorgio Balboni oppure Paul Guggi o Pasquale Loddi, Andrea Baldeschi o che ruolo fondamentale ha avuto Luca Foroni o il mai troppo compianto Maurizio Lamberti.

Tabula rasa. Fossimo in UK o negli USA questi avrebbero un posto d’onore nella Hall of Fame invece da noi manco si sa chi siano questi tizi…

Uscendo dal carpfishing, chi , delle ultime generazioni ha mai sentito parlare di Mario Albertarelli, Giandomenico Bocchi, Roberto Cazzola, Sandro Meloni, Mario Molinari, Roberto Pragliola per citare i colossi della pesca italiana. Quelli a cui si deve il fatto che parliamo di spinning, di surf, di ledgering, di italian style nella pesca a mosca.

Chi parla di carpfishing non ne conosce la radici italiane che invece sono estremamente rispettate fuori dai confini al punto che esistono standard tecnici che si rifanno a nostre intuizioni (la parabolico progressiva ad esempio….) oppure linee di esche disegnate per le grandi major del settore. O le aziende ammirate e copiate.

Quindi, non siamo malaccio nonostante tutto…eppure non siamo mai riusciti a fare gruppo anzi, è in atto una disgregazione colpevole in cui ci sono tanti schieramenti inutili. Il web ha accentuato questo nel bene e nel male.

E sulle Fly Carp, pensiamo che sia un problema nostro oppure, abbiamo consapevolezza che in tutt’Europa questo fenomeno esiste da 20 anni ? Quindi assai prima che l’invasione delle popolazioni est europee abbia portato fenomeni di pesca illegale e spostamenti di pesce e un ritorno drammatico alla situazione pre anni 80 quando i nostri fiumi e laghi toccarono il minimo storico a causa della pressione di pesca.

Come hanno risolto negli altri Stati questo problema? Inizialmente subendo come accade da noi poi,  cambiando le leggi vigenti e incrementando le pene allargando le fattispecie di reato…

Non certamente infamando i possessori di laghetto e facendo di tutta l’erba un fascio.

In Europa nessuno ha infangato Martin Locke (Mr. Solar) che ha fatto un record del Mondo (??) in un laghetto o le catture francesi di Bill Cottam o i racconti di Rod Hutchinson e di mille altri ancora.

Da noi è sceso un velo su un mega pesce preso in un lago frequentato da centinaia di appassionati che quasi sono stati colpevolizzati dal frequentarlo.

Questa non è pesca è violenza.

Maddocks l’hanno beccato con le carpe in un camion…Maddocks pè stata giustamente infamato perché ha commesso una cosa orrida.

La grande ipocrisia nasce poi quando si fa finta di non vedere che di soli italiani c’è una fila a Curton di chilometri eppure non mi si venga a dire che li dentro le carpe le ha portate Babbo Natale..e così per altri mille laghi nei quali, a differenza di molti, io non sono mai andato perché lo trovo non interessante. 

In Francia nacque CAMOU Carp e molti di noi ne fecero parte creando un link con i transalpini…era l’antesignano di NO Fly Carp che poi abbiamo sviluppato da noi…dieci anni fa.

Personalmente se devo scegliere tra un laghetto e un fiume non ho mai avuto dubbi sulle acque libere; i pesci hanno un valore tecnico differente ma, questa è una mia scelta che non intacca i miei rapporti con coloro che invece, per ragioni che sono loro e che devo rispettare, frequentano acque chiuse. 

Diverso quando lavoro davanti ad una telecamera e devo fare servizi (e quindi fai lavorare persone) magari con due giorni di budget o condizioni meteo che impediscono altre scelte. Aggiungo che bisogna anche rispettare i tantissimi che invece pescano in quelle acque per ragioni validissime che nessuno può contestare né , commentare negativamente.

Le Fly carp si risolvono riequilibrando gli ambienti naturali, proteggendoli dal bracconaggio e dalla criminalità che vive sulle sponde (droga, furti etc) facendo si che la gente torni a pescare su fiumi e laghi. Ristabilire sicurezza e regolamentare pro pesca sportiva tutto ciò che è acqua interna includendo una totale rivisitazione della pesca professionale che è inconcepibile in canali, fiumi e acque di tipo B che non siano i pochi grandissimi laghi naturali. 

Nei restanti deve sparire entro cinque anni.

Poi esiste la legge che deve indirizzare verso il penale e non l’amministrativo i reati legati al bracconaggio tra cui lo spostamento di pesce vivo che non provenga da allevamenti certificati e per una taglia massima di 4-5 kg ad esemplare.

Questo significa che se un lago promuove la presenza di siluri da 2 metri in Umbria deve essere denunciato perché li ha chiaramente presi illegalmente dal Tevere ….dove altrettanto illegalmente sono stati immessi..

La legge deve prevedere il sequestro l’inibizione e la chiusura della acque che infrangono queste norme.

Va inoltre ben spiegato che le immissioni di pesce non certificato può portare a epidemie che si risolvono con la morte di tutto il lago…chiedete a Robert Raduta cosa accadde a Saluresti un decennio fa…e non era un laghetto ma ..Saluresti.

Di Fly Carp ne parliamo da 10 e passa anni e fino alla conferenza di Carp Italy in cui abbiamo presentato il conto alla politica, non eravamo stati in grado di avere peso alcuno. 

Poi, grazie ai soliti e  sempre solo a loro, abbiamo spostato l’attenzione verso problematiche ampie che coinvolgano non i carpisti ma la pesca e le migliaia di posti di lavoro che genera e genererebbe , se fosse fatta crescere.

Abbiamo cambiato l’approccio e il modo di presentarci, diventando credibili e ottimi interlocutori per la politica al punto che chi scrive è stato “sua sponte” due volte a Montecitorio a sensibilizzare deputati in modo trasversale.

Ora si cominciano a vedere i frutti ma è servita una visione generale del problema, non uno sterile settarismo che crea solo malintesi e tensioni.

E ci vuole rispetto perché qui nessuno lo fa per denaro o per secondi fini ma, per dedizione ad una causa…. questo va sempre ricordato perché altrimenti il giocattolo si rompe e si deve ricominciare da zero.

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