pubblicato il 01/08/13

Non so cosa sia e che seguito abbia Mr. Planet; credo si tratti di una trasmissione radiofonica che parla spesso di temi ambientali.

E' una delle voci di una organizzazione mondiale ben ramificata che vede anche Alberto di Monaco tra i sostenitori per cui, gli intenti sono nobii e assolutamente condivisibili.

Ottimo, direte voi peccato che in questo caso abbia preso uno sfondone attaccando la pesca  attingendo a piene mani alla saga di luoghi comuni e finto perbenismo ambientalista  di cui è intriso un certo mondo che vorrebbe insegnarci e vivere giudicando noi e tanto altro.
Non so chi si nasconda dietro quel nick name, sistema odioso per nascondersi spesso della propria pochezza oppure, e credo questo sia il caso,  per sparare sentenze prive di fondamento.

Personalmente non mi interessa dare pubblicità (ma lo sto inevitabilmente facendo) ad un qualche cosa che attacca profondamente un mondo di cui, questa voce senza volto , nemmeno immagina l'esistenza. Altrimenti non parlerebbe così.

Basterebbe ricordare che in Italia ci sono 1.4 milioni di persone che vanno a pesca e subiscono un affronto dietro l’altro da questo e da molto altro.

Verso questa massa di persone servirebbe rispetto, non sciocca ilarità e disinfomrazione.

Questo simpatico Mr. Planet non sa, evidentemente, che dietro al pesca ricreativa si nasconde l’ultimo baluardo a protezione di fiumi , laghi e torrenti che, se lasciati in mano agli ambientalisti ed alla politica, sarebbero o stati già asciugati da un pezzo.

Chi va a pesca conosce i propri corsi d’acqua e si erige a difensore di un mondo che è invece oggetto di discariche, criminalità, illegalità e totale mancanza di controllo perché chi è preposto a farlo, spesso ha altro da fare.

E’ il secondo colpo in pochi giorni che la pesca riceve in modo indiscriminato; dapprima la penosa a querelle legata alla chiusura della pesca del tonno rosso dopo che le quote sono state portate da 40 a 10 tonnellate  con un atto d’imperio da parte di un Ministro che aveva ancora le valige alla stazione. (E' un modo di dire...la Signora Di Girolamo era stata nominata da pochi giorni....)

E' il segnale chiaro che le lobby contro la pesca sono a Palazzo e consigliano direttamente i titolari dei dicasteri sottoponendogli decreti che vengono firmati senza permettere loro di rendersi conto dei danni che si cagionano.

Poi, è arrivato questo Mr.Planet a cercare di ridicolizzare la pesca e dietro il quale magari si nascondono gli stessi interessi. Ma vogliamno ricordare le stupidaggini dette da Feltri?? Non non le dimentichiamo.

Magari questoMr. Planet  è la stessa persona che poi va al ristorante e non si domanda da viene il tonno, lo spada, opppure ordina i datteri di mare o i famosi bianchetti o le ceche (anguille).

Certamente, contribuisce al sostentamento della pesca commerciale che, quella si, ha distutto mari e fiumi. Quindi, ci sono altissime possibilità che questo signore sia assai peggio di una grande schiera di pescatori sportivi e ricreativi.

In realtà, io non credo vi sia nulla di organizzato nè una stretegia contro la pesca con la canna; perché se così fosse, si tratterebbe di un attacco ben pensato e in grande stile che un risultato l’ha ottenuto, quello di  far serrare le fila a tanti. 

Infatti ci siamo indignati in tanti ed ho letto eccellenti interventi come quello di Matteo De Falco e altre firme nazionali a sostegno della tesi che, prima di parlare del nostro mondo è meglio informarsi bene e non sparare sentenze ridicole.

La pesca sportiva e quella ricreativa sono stufi, arci stufi di non avere voce in capitolo eppure.....eppure, si tratta di una valanga di persone di tutte le età e senza distinzione di sesso che spendono il loro tempo libero e i loro sogni a parlare e vivere l'emozione che regala l'andare per fiumi, torrenti e mari.

Questa emozione è sconosciuta ed ignorata da chi ci attacca, questa emozione è sottovalutata da chi vive di stereotipi frigidi e forse, non sa distinguere un pesce rosso da un luccio.

Magari ne parla e in certe casi, ci legifera pure sopra ma, rimane una ignoranza baratrale che sta diventando insopportabile.

Parlare di pesca in modo differente significa non conoscere questo mondo, far finta di non vedere cosa è la pesca ricreativa nel mondo e che storia essa abbia.

Basterebbe visitare per cinque minuti il sito www.igfa.org per vedere la traccia lasciata nel passato e quella nel presente, con decine di iniziative legate alla conservazione degli ambienti.

Esistono, questo è indiscutibile, delle aree di forte sofferenza in cui è proprio difficile difendere certi concetti ma senza generalizzare, il limitarsi a parlare di crudeli piantatori di ami nei palati di pesci indifesi, significa colpire chi da anni cerca invece di elevare la pesca ricreativa al rango che in altri Paesi ha, per tradizione e cultura.

Come mai negli USA il museo dell'IGFA è visitato tutti i giorni dalle scuole provenienti da tutti gli States? Mr. Planet, domandatelo altrimenti mi scrivi e te lo spiego io davanti ad una birra.

Magari riuscirei ad allargare alcuni orizzonti,  aiutandolo a scoprire che per una crescente maggioranza, la pesca è ben altro che  piantare un amo in una bocca e tirare un pesce fuori dall’acqua per poi mangiarlo....

Credo sia tempo perso, purtoppo, queste frange di fanatici esistono e ci saranno sempre a cercare di distruggere senza capire.

A noi sta a dimostrare quanto torto possano avere.

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Commenti

Icona utente Forgione Vincenzo il 02/08/13
sicuramente noi pesca-sportivi informati siamo un valore aggiunto per le tematiche ambientali legate alle acque . Chi ignora questo è evidente che non sa di cosa parla , negli ultimi anni grazie a te ed al Team di Caccia&pesca siamo diventati tutti più sportivi e meno pescatori. Sono oramai anni che non trattengo più nulla di quanto ho la fortuna di prendere , ed oltre a me ce ne sono tanti altri. Ma come in ogni cosa c' è un però , non tutti adottano questa filosofia e purtroppo capita ancora di vedere vere e proprie stragi (anche di innocenti) e gente che se ne vanta e tanti che l' apprezzano. Credo che l' opera iniziata vada continuata (i giovani sembrano più permeabili) e continuare su questa strada. Ma di una cosa sono certo bisogna far sentire la nostra voce e dire NO a qualsiasi strumentalizzazione , mistificazione o disinformazione .

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