pubblicato il 03/10/11

Per chi abita a Roma le Secche di Tor Paterno  (AMP Tor Paterno) sono sempre state un gran bel posto; acqua limpida, fondali belli da pescare belli da vedere. 

Una eruzione di roccia in mezzo al fango che per decine di chilometri,, caratterizza la costa laziale. Una Area Marina protetta che è una risorsa importante per tutta la zona poichè garantisce indotto attraverso la subacquea e attraverso la pesca sportiva al punto che ci sono file interminabili per entrare in possesso dei permessi a "numero chiuso" che ogni anno vengono emessi.

Non deve e non può garantire nessun indotto dalla pesca professionale perché questa è un controsenso all’interno di una Parco Naturale. Che le reti restino fuori così come i palamiti e quant’altro; a prescindere da chi li mette in acqua.

Per migliaia di appassionati laziali, le secche di Tor Paterno sono un luogo in cui entri se hai il permesso altrimenti ti senti comunque leggermente un....bracconiere. Vivi il piccolo brivido di una cosa proibita ma, poi ti penti e esci dal perimetro.

Nulla di grave considerando che una canna ed una lenza, catturano in una vita ciò che una rete, raccoglie in pochi minuti. Fino a pochi giorni fa, eravamo tutti contenti perché c'erano notizie di belle ricciole tornate a farsi vedere e qualche fortunato , le aveva anche catturate. Quante? beh, forse ad essere esagerati, una decina, più probabilmente cinque o sei. Una di queste pareva essere una locomotiva visto che si diceva essere di circa 30 kg.

Io stesso avevo visto salpare alcuni bei dentici dai colori sgargianti.

In quei giorni eravamo tutti euforici perché il mare pullulava di pesce (sgombri, palamite, tonnetti alletterati, tonnetti rossi, lampughe, sugarelli)

Una gioia per gli occhi e per le nostre esche al punto che era così bello stare per mare che non si voleva mai tornare indietro. 

Avevo anche pescato a mosca con lo streamer prendendo anche tre pesci!!

Poi, mi arriva una telefonata di un grande pescatore; 

….." stanotte ero sulle Secche a vedere se prendevo qualche calamaro...Alle 4-4 1/2 sono arrivati 4 pescherecci ed hanno messo le reti (CIANCIOLE) anche sul cappello della secca, quello dove stanno le boe" " hanno usato le reti di circuizione. hanno fatto un massacro. Io ho chiamato la capitaneria ma nessuno è intervenuto. Questa storia si è ripetuta anche la notte dopo". 

Io ascolto amareggiato e furente; i bracconieri hanno sfregiato ancora una volta Tor Paterno. Perché di BRACCONIERI si tratta e non di professionisti. 

I giorni seguenti tutti i pescatori sportivi sono andati in bianco…….In questo modo si sono causati danni a centinaia di appassionati ed in primis, a tutto il sistema di negozi di articoli di pesca, di nautica che per le prossime settimane non andranno a Tor Paterno.

Ma si è causato anche un danno allo Stato perché la stessa benzina su cui paghiamo un euro e passa di tasse, non verrò acquistata per raggiungere questo gran bel posto.

Tutto perché 4 pescherecci arrugginiti hanno disintegrato Tor Paterno con una azione criminale.

Con Tor Paterno hanno sfregiato migliaia di appassionati di pesca che pagano anche un permesso (90 euro) per poterci pescare.

Non voglio commentare, andrei dritto, dritto nella tentazione di dire cose di cui potrei pentirmi. Come me, tanti altri con cui non si è parlato d'altro.

Ora vorrei sapere se questo è lecito, se è giusto chiudere la pesca al tonno rosso e magari far finta di non sapere che questa gente sta ripulendo il mare sotto i nostri occhi. I

l mare non è di 4 pescherecci . Quei pesci non sono loro.

Penso sia arrivato il momento aprire gli occhi. 

Credo che qualcuno ci debba anche dire come mai, a chiamata fatta, nessuno abbia mai risposto. E quel qualcuno, sarà costretto a farlo se è vero che i molti vogliono presentare esposti alla Magistratura.

Che sia la volta buona che anche bracconieri comincino a preoccuparsi?

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Commenti

Icona utente Brando Borghi il 04/10/11
Roberto credo che tu sia il primo ad avere diffuso questa notizia, abbiamo una politica di gestione delle AMP semplicemente ridicola, aree troppo vaste da controllare e da gestire. Abbiamo degli esempi lampanti di gestione seria ed efficace in europa, cito ad esempio la Corsica, aree limitate e realmente controllate, leggi severe, sequestro dell'attrezzatura e foglio di via per chi sgarra, obbligo del permesso di pesca a pagamento o di un brevetto come il mio di Pescatore Subacqueo e tessera Fipsas con assicurazione. In Italia abbiamo qualcuno che ha delimitato le aree e ha detto "qui c'è mio" senza avere spesso mezzi necessari per un controllo vero ed efficace. Assistiamo periodicamente alle segnalazioni di avvistamenti della Foca Monaca all'Isola del Giglio (no comment) strombazzati su tutti i giornali e programmi televisivi, tutto perché il Giglio ed i gigliesi da sempre hanno combattuto contro il parco marino dell'arcipelago toscano, guarda caso la foca monaca invece di andare a Giannutri (ben più tranquilla e molto meno antropizzata del Giglio) ha deciso di vincere la sua innata ritrosia e andarsi a prendere un bel mojito al Campese. Strana l'indifferenza nei confronti di noi pescatori sportivi, stranissima l'attenzione e lo sperpero di denaro pubblico per tutti i contributi che percepiscono. A presto Roberto rinnovandoti i complimenti per l'opera limpida di divulgazione che stai svolgendo da anni.
Icona utente Alex il 03/10/11
Che pena...

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