pubblicato il 01/11/11

La pesca professionale è tradizione del nostro paese e su questo siamo tutti d'accordo ma, alla pesca professionale, noi che andiamo per mare, dobbiamo attribuire molte colpe sullo sfruttamento disastroso che causa ogni singolo giorno.

Proprio stamattina ammiravo (sic) una carretta del mare professionale, tirare le reti a strascico in 5 metri d'acqua ripulendo tutto.

La pesca professionale (forse meglio dire , bracconaggio effettuato con  barche di presunti professionisti), ha messo le cianciole nell'AMP Secche di Tor Paterno (AREA MARINA PROTETTA ovvero intedetta alla pesca professionale) catturando praticamente TUTTE le ricciole presenti.

Hanno causato un danno enorme alla area che doverebbe essere tabù per loro, a tutto l'indotto della pesca sportiva, hanno distrutto l'intera stagione di pesca a centinaia di appassionati che hanno gli STESSI IDENTICI DIRITTI di chi lo fa di mestiere.

Ora la pesca ricreativa ha deciso di mettersi insieme per far bandire ogni forma di prelievo professionale dalla AMP Tor Paterno...Vediamo se ci riuscirà.

Perché questa situazione qualcuno dirà.....Anche i "ricreativi" prendono pesci....

Nel 2011 chi scrive ha catturato ad esempio,  ben tre lecce amia (rilasciate).

L'anno scorso, in una sola retata, i bracconieri che avevano teso le reti nella foce del Tevere, hanno catturato tutto il branco.....

Decine di pezzi poi messi in bella vista  nei banchi del pesce. Finiamola qui subito quindi....

L'Unione Europea ha messo l'Italia e di suoi vizi nel mirino e a Bruxelles si stanno stancando di deroghe, imbrogli, ministeri che non fanno controlli e Capitanerie messe nella condizione di non poter operare.

Il precedente Ministro Galan, con i suoi modi forse bruschi ma diretti, aveva inquadrato chiaramente il problema ed era partito all'attacco di questa vergona terzomondista. L'attuale Ministro, forse perché impegnato in altri versanti, ha smantellato tutti i progetti infischiandosene del milione e mezzo di pescatori ricreativi....

Grazie ai tagli operati dalla politica, le Capitanerie non sono messe in condizione di intervenire e sanzionare quando questi bracconieri operano, magari in piena notte (visti da barche presenti in loco che hanno chiamato proprio la CP).

Manca la benzina o i fondi per gli straordinari?? Sono voci ma forse, più che fondate....

L'Unione Europea ha anche stanziato e pagato numerosi fondi affinché almeno le pratiche classificate come ILLEAGLI (spadare etc) venissero fermate e le barche, riconvertite in altre attività di pesca.

Sottolineo che anziché emettere un ordine e obbligare gli armatori, li hanno pagati.

Ieri invece ad un tizio che pescava..... cefali dentro il Porto di Ostia e all'interno del proprio posto barca sembra abbiano dato una sanzione di ...tot mila euro.....saranno voci ma, sappiamo che funziona così.

Repubblica ha fatto una grande inchiesta e nell'elenco dei fuori legge tra i 330 pescherecci dediti alla pesca con reti illegali, figurano ben 103 unità che hanno usufruito di contribut pubblici dell'UE e dello Stato Italiano per un totale di oltre 12.5 milioni dal 1998 al 2006.

Ricevuti gli assegni dice Repubblica, questi hanno continuato ad infrangere le leggi come ad esempio il San Francesco I che ha preso 37 mila euro nel 2004 ed è stato beccato 6 volte.

Il Patrizia che ha rubato 249 mila euro, beccato 4 volte tra Lipari e Milazzo.

IL Davide , multato 3 volte tra il 2005 e 2008 dopo aver intascato 303 mila euro di auti dal Piano Europeo per la riconversione.

Con una piccola parte di quei soldi avremmo potuto mettere in mare migliaia di tripodi di cemento, affondare qualche centinaio di carrette del mare opportunamente bonificate (come fannno negli USA da decenni con risultati straordinari) e creare nuovi reef artificiali per bloccare lo scempio dello strascico. 

Avremmo potuto pagare la benzina per le navi della Capitaneria per poter effetuare i controlli.

Avremmo potuto fare olte cose. Ora speriamo che l'Unione si arrabbi davvero e Commissari l'Italia.

Noi abbiamo dimostrato di non essere in grado di essere un Paese moderno.

Certo, non aiutano la nostra causa coloro che mettono su facebook tonni rossi catturati in periodo di chiusura totale della pesca a questo pesce motivando la cattura per  "chiudere un pezzo" per una rivistina neo nata...

Ma, questa è altra storia e anche noi dovremmo fare un mea culpa.

Attenzione però, si tratta proprio di "culpa" iieve davanti al macello che viene perpetrato ogni giorno.


Eccovi il link per leggere e comprendere meglio il problema:

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-palermo/2011/10/28/news/ecco_le_navi_dei_bracconieri-24047301/?i

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