Oggi sono andato a pescare a bolentino con un paio di amici, piacevoli e graditi compagni di frequenti uscite in barca. E’ stata una giornata molto, molto positiva con un’ interminabile serie di catture, a riprova che il fondale scelto dovesse essere letteralmente tappezzato di fragolini (pagelli).
Praticamente, dopo pochissimi secondi, ad ogni calata arrivava la mangiata; così è stato per tutta la sessione, dalle 10.30 alle 16, dunque per circa 5 ore e mezza.
Abbiamo ferrato un numero incredibile di pesci e oltre ai fragolini abbiamo potuto ammirare sugarelli, saraghi, tanute e una triglia. Alla fine della giornata abbiamo trattenuto solo ed esclusivamente 4 pagelli di buona taglia; purtroppo per altri 6 il rilascio sarebbe stato inutile perché l’amo era sceso troppo in profondità. Tutti gli altri - una settantina di prede - sono immediatamente tornati in acqua.
Proprio mentre tornavamo in porto con gli occhi ancora pieni di ferrate e pesci slamati riflettevamo sulla nostra scelta del catch and release in mare; non so in quante altre barche si sarebbe optato per lo stesso epilogo e in quanti avrebbero fatto la stessa scelta; magari in altre imbarcazioni si sarebbe incamerato tutto il pescato per poi farne gli usi più diversi.
Qui comincia la grande ipocrisia.
Dovremmo cominciare a strapparlo via questo velo subdolo e annebbiante, dovremmo cominciare a ricordare che siamo pescatori ricreativi, perchè a volte ci comportiamo in modo opposto.
Prima considerazione. Non voglio inneggiare al catch and release oppure ad un mio comportamento “virtuoso” ma alla “strana” concezione che a volte trasmette e divulga chi va a pesca, soprattutto se conosciuto.
Pochi minuti fa, su internet, è apparsa una foto di un noto angler con tonno rosso in braccio; bella cattura senza dubbio probabilmente rilasciata……siamo sicuri che sia stata rilasciata????
Dovrebbe essere “certamente rilasciata” perché la pesca del Tonno Rosso è chiusa e non si ammettono repliche penose del tipo “ero a pesci spada e mi ha abboccato un tonno”.
Le riflessioni da fare, a mio modesto parare, sono essenzialmente due.
Prima di tutto la pesca del Tonno Rosso è altamente regolamentata per cui abbiamo assistito ad una chiusura anticipata (7 agosto) con l’autorizzazione a proseguire con il “catch and release” fino alla data di chiusura (15 ottobre ma potrei sbagliarmi di un mese….scusate).
Oltre questa data è proibito pescare il tonno rosso, senza repliche. Chi lo fa, infrange la legge.
Seconda considerazione. Esiste una misura minima che è stabilita in 30 kg.
Sotto quel peso si rilascia…..perché è ILLEGALE trattenerlo ma, nel frattempo, mi stropiccio gli occhi davanti ad una bella foto di un autore di spinning della nuova leva, davanti al mare di Ladispoli (Roma).
Il tipo mostra un bel Rosso (in totale rigor mortis) di circa 15-20 kg preso con un artificiale.
Meravigliosa cattura senza dubbio…. ma alla mia domanda “ma sai che sei sotto misura?” mi sento rispondere “..Dovevo chiudere un servizio… e poi tutti abbiamo scheletri negli armadi…”
La foto rimane su FB. Masochismo o certezza dell’impunità?
Due le mie risposte:
- La prima: stai facendo un servizio di pubblica utilità (scrivere su una rivista che vende anche solo (forse) 2000 copie è innanzitutto responsabilità e coscienza, rispetto per chi legge…) , dunque stai promuovendo una violazione
- La seconda: chi scrive, oltre ad aver usato la cortesia di avvisarti della tua procedura illegale, di scheletri negli armadi non ne ha, anzi se deve scegliere tra un pesce vivo ed uno morto vota sempre il rilascio, da 20 anni a questa parte. Migliaia di video e foto lo dimostrano…
Altra scena, altra situazione; esperto di spinning mostra beato un’ ammucchiata di spigole a mo’ di “strisce pedonali” sulla sua barca ultra sponsorizzata.
Mi domando se la regola dei 5 kg di pescato a testa valga anche per questo novello asso del cucchiaino….soprattutto spero che nessuna azienda o rivista seria pubblichi una foto in evidente violazione delle regole.
Personalmente non sono così bigotto da non tollerare comportamenti al limite del legale, io stesso ne commetto ogni volta che libero un siluro nelle regioni in cui dovrei ucciderlo (ma poi non saprei come smaltirlo per cui dovrei tenermelo in macchina oppure commettere un nuovo reato, buttandolo nel bidone della spazzatura….andrà nella parte umida?).
Almeno la mia condotta delittuosa non aggiunge né sottrae nulla a ciò che esiste in natura.
Quello che non tollero è che le persone che si dedicano alla divulgazione non riescano ad essere LEGALI per essere d’esempio a tutti.
Ma al peggio non c’è mai fine e l’ultimo punto lo dimostra: “i dilettanti che vendono il pesce”.
Questo è il punto chiave, questa è la grande sconfitta per noi pescatori ricreativi, il passo falso e grave che ci mette in un angolo privi di difesa contro gli attacchi di una lobby che vorrebbe buttarci fuori dal mare….., rappresentata da quella barca che anche ieri strascicava sulle secche basse davanti a Pratica di Mare su un fondale di 10 metri….
Prima di parlare degli altri vogliamo provare a renderci se non altro meno attaccabili?
Come posso giustificare un medico chirurgo, con una barca da 150 mila euro, che mi chiede di andare a pescare al “Check Point” dove calerà 10 km di palamito volante ed alla mia risposta negativa (…è illegale, io sono un IGFA Rep, non mi pare il caso….), si dimostra sorpreso e quasi offeso
Al di là del potenziale intralcio alla navigazione per un palamito volante di superficie, cosa diavolo c’entra questo con la pesca ricreativa?
Ma palamito, bilancia, iacco cosa c’entrano con la pesca ricreativa?!!
Perché non proibirli definitivamente??
Come si giustifica il “ricreativo” che porta i suoi tonni, serra, lecce, dentici e qualunque altra cosa pinnuta direttamente verso i ristoranti compiacenti, per vendere le sue catture?
Il più delle volte dice “almeno mi ripago dei soldi della benzina”.
Penso a tutti i pesci che insieme a Pino, Roberto, Vale, Riccardo, Paolo e tanti altri amici, rilascio con gioia e agli ettolitri di benzina che brucio per tornare a casa con 4 pesci che mi servono per continuare a festeggiare con le persone a me care e mi rendo conto che abbiamo davanti una strada troppo impervia da percorrere; quella dell’ immensa ipocrisia che ci fa credere di essere “angler” mentre in realtà siamo solo “predatori” senza regole.
O meglio, le regole ci sono e festeggerò il giorno in cui uno di questi baldi esponenti della divulgazione della pesca (e non solo) si troveranno davanti ad una bella verifica ed una mega multa.
Diranno che è tirannia, che loro non fanno nulla di male ma ai miei occhi, sono solo ipocrite sciocchezze di chi non ha ancora capito che il mare soffre e noi che siamo “gli sportivi”dovremmo difenderlo.
Avrò l’espressione contrita ma dentro mi verrà molto da ridere.
Sapete stamattina il vecchio amico Nicola cosa mi ha detto?
“Robbè, ieri abbiamo fatto una strage di fragolini…almeno una ventina di chili…qualcuno anche bello….anche 3 etti….sai li ho regalati agli amici…..”
Gli ho risposto “ Nicò,…….ma vaff……lo”
Ho fatto male?
Per la cronaca.....lo strascico è proibito all'interno della batimetrica dei 50 metri e dentro le 3 miglia dalla costa. Scommettiamo che la prossima volta metto un filmato di qualche barca che far finta di nulla?
Commenti
Inserisci un commento
(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)| News |
Un successo di oltre 8000 visitatori nonostante allerta meteo, bufera di neve lungo tutto lo Stivale e freddo polare. Questo è il popolo d Carp Italy, ai detrattori rimangono solo le chiacchiere.
Continua..
Anteprima video della nuova Century R. Ripamonti, una serie sviluppata con tanta passione e che si dimostra subito, una fuoriclasse
Continua..
Carpe che decollano dal Trasimeno e volano verso un laghetto a pagamento grazie ad un carpista che le vende. Si commenta da solo no??
Continua..
Con il 2012 si apre la collaborazione che porterà alla presentazione delle nuove canne sviluppate per Century e distribuite da Big Fish
Continua..
Pescare senza regole pensando che il mare sia una risorsa infinita. Troppo spesso ci trasformiamo in predatori delle nostre coste e non facciamo nulla per nasconderlo.
Continua..
Per uno che va a pesca di squali dal 1988 e si è sentito mettere in dubbio la professionalità e la serietà da un tizio che si spaccia per sharkman professionista autocelebrandosi in virgolettati autoscritti , questa è la migliore delle risposte. Il lavoro paga mentre, chi semina vento raccoglie solo ...risate in faccia! Pensiamo alle cose serie e non alle cialtronate.
Continua..
Questo il testo di un lungo articolo e di un intervento pubblico durante un convegno organizzato dalla FIPO nel corso del Fishing Show 2008. Forse alcuni concetti sono ancora oggi validi....
Continua..
Una serie di libere riflessioni sulle polemiche nate attorno al tema "siluro" e sulla frammentazione del sistema pesca in un momento in cui servirebbe la massima coesione
Continua..
|
| Social |
|
|
| Ricerca |







