pubblicato il 13/11/11

Io e i siluri

 

In questi giorni vi è stato un forte dibattito sul glanis e mi è stato chiesto di prendere posizione sull’argomento dopo essere stato “cortesemente” accusato di non aver espresso una posizione che perlatro, visto che scrivo da 25 anni su questo tema, dovrebbe essere chiarissima..

Invece pare non lo sia abbastanza.... 

Sull’argomento ho prodotto un editoriale per www.carpOnline.it e, caso unico della mia vita di autore, prima di andare in video, ho coordinato le cose da dire con un caro amico con cui ho condiviso alcune battaglie sull’ambiente e firmato qualche denuncia. Ometto il nome perché sarebbe sorprendente verificare quanta vicinanza di idee ed opinioni abbiamo. Eppure in questo istante sembriamo distanti anni luce….Errore lettori ed ascoltatori frse distratti dalla lungaggine dell'editoriale (errore mio sia chiaro).

Ho scelto di far leggere cosa stavo per andare a dire davanti alla telecamera e ho ottenuto, non solo il consenso ma, il plauso totale....

Segno che le cose erano assolutamente condivisibili, poste su un piano di informazione limpida e senza doppi sensi.

Poi, forse, qualche cosa non è andato come desideravo se , per la prima volta in 15 anni mi sono sentito dire che è arrivato il momento di andare in pensione.... e che, come personaggio in vista nella pesca italiana, ho detto delle sciocchezzze.

Ognuno è libero di pensare e dire ciò che vuole ma, queste critiche invero, molto garbate, mi hanno costretto a verificare che tipo di messaggio sia uscito fuori poiché, ritenevo di essere stato chiaro e di non  aver contraddetto ciò che sostengo da 15 anni di opinionismo.

Evidentemente così non era ed ecco che mi trovo piacevolmente costretto a tornare sull’argomento nell’ottica di fare chiarezza.

A scanso di equivoci, io vado a siluri dal 1995, sono stato uno dei primissimi ad usare il clonk e sono stato il primo a girare un video (1995 con Foroni, Portrat e Fiorini) a Occhiobello (Ferrara) e qualche mese prima, con Maddocks a Mantova.

All'epoca i siluri si pescavano con le canne da fondo e nessuno aveva la minima idea di cosa realmente fare.....

Non vendo canne da siluro, non ho centri di pesca a cui rispondere né ho una rivista che tratta l’argomento…..

Sono l'editore di me stesso e quindi, non rispondo a nessuna logica di mercato o pressione esterna per cui.....

Per la cronaca, dai miei video credo di aver raccolto molto meno di quello che ho speso di benzina solo per girarli, (sempre ammesso che sia mai stato pagato come molti autori ben sanno sulla loro pelle).

Quindi chi mi fa la morale pensando ad una convenienza economica o ritorni differenti dal pur divertimento di fare una cosa splendida (girare video e pubblicarli), commette un errore.

In definitiva, chi mi accusa di andare contro il siluro dovrebbe sapere che a favore del glanis ho un discreto pedigree pur non avendo fatto questa pesca in modo continuato e senza ritenermi detentore di nessuna verità..

Eppure, anche se nelle mie zone di glanis non c'è n'erano (fino a qualch e anno fa...)  ho sostenuto il siluro e la sua importanza “a prescindere”, in ambiti scientifici e istituzionali di alto livello, ottenendo consensi da parte di molti ma, raramente da parte dei pescatori…..che oggi magari mi accusano di essere rincoglionito o di meritare un bel 4 in pagella…..

Si rileggano la durissima polemica che ho sostenuto "pro glanis" contro Giandomenico Bocchi (il padre dello spinning italiano,.... per i più giovani....) e si comprenda che per diferndere pesca, siluro e sua proposta di distruzione immediata ho solo ...rimediato una "scomunica" dal mio vecchio Maestro.

Anche in quell'occasione non vidi alcuna forma di sostegno delle mie tesi da parte dei "pescatori".

Visto che sono stato accusato di aver affermato  che il siluro “va eliminato”, vorrei ribadire alcjuni concetti che il mio editoriale non ha evidenziato (anche se andrebbe ascoltato in tutti i suoi 10'30'' e non nei primi 3 minuti....).

Io NON penso affatto che sia necessario eradicare il siluro come rimedio dei mali dei fiumi, perché non è lui il colpevole della distruzione delle nostre acque.

La mia posizione è questa;

-       ne va limitata al massimo la diffusione nelle acque che non lo contengono.

-       vanno sanzionati duramente coloro che lo immettono in acque che non lo contengono.

-       va rallentata la diffusione negli ambienti più dellicati oppure, che sono ancora "border line" sulla possibilità di recupero e il contenimento del siluro ptrebbe aiutarli

-       va radicalmente investito sulla tutela del territorio senza trovare nel glanis "lo scudo" facile e vergognoso a coprire le clamorose sviste di tante amministrazioni.

 

Nelle acque che contengono siluri.

Va preso atto che la presenza del glanis non si risolve eliminandolo mediante stragi organizzate camuffate, da svasi.

Va preso atto che il siluro NON è colpevole della fine degli autoctoni.

Va chiaramente compreso che eliminando il siluro NON torneranno lucci, bass e cavedani o pighi.

 

La ragione della sparizione degli autoctoni va in imputata alle seguenti cause;

-       distruzione degli ambienti acquatici causa inquinamento ( a breve tireremo fuori i cavedani alla diossina che geneticamente stanno mutando.....in un fiume del Centro....)

-       distruzioni dei letti di frega per i seguenti motivi; dighe che bloccano il flusso d’acqua distruggendo i ghiareti, morte dei canneti, distruzione delle sponde

-       bracconaggio indiscriminato e prelievo di pesce per scopi alimentari tale da far tornare il prelivo agli orridi anni '70-'80.

-       debolezza congenita delle specie autoctone verso quelle autoctone in presenza di ambienti mutati.

Non parlo poi delle immissioni ad "caxxum" fatte con carassi, breme, gardon, chanell oppure le immissioni di gamberi della Luisiana. Il povero glanis è in ottima compagnia!

 

Come mi comporto se pesco un siluro? Semplice, come ho fatto mille volte; lo rilascio ed eventualmente pago una multa. ma  certamente, come pescatore non farò mai nulla per colpire un pesce che NON ha alcuna colpa se non quella di vivere.

 

La mia frase “il siluro è un cancro delle nostre acque” (forte ma copiata pari pari da un biologo) è invece assolutamente condivisibile e , purtroppo, resa chiara dalla ricerca scientifica.

Il siluro, preso scientificamente non è difendibile perché nessun biologo al mondo trova anche una sola ragione perché sia positivo permetterne la diffusione. Noi pescatori dobbiamo toglierci il velo di ipocrisia dal volto e capire che in certi ambienti in crisi,la presenza del siluro ha dato il colpo di grazia ed oggi ci sono solo alloctoni.

Davanti a questa evidenza, non ci sono risposte che noi pescatori possiamo dare perché è l'intera comunità scientifica a sostenere compatta. questa tesi.

Laddove la biomassa di siluri supera un punto critico,  le altre specie tendono a sparire ma per evitare ciò si lavora sull’ambiente e non sul pesce! Questa è l'unica risposta sensata che noi pescatori, possimoa portare avanti.

Questo significa che se l’unico modo per contenere il siluro è quello di fare svasi e usare sub e reti, sono CONTRARIO! L’ho scritto talmente tante volte da diventare noioso…Mi sono anche preso minacce di denunce da parte di un Vice Presidente Provinciale su questo argomento…Milillo testimone…

L’unico modo per contenere il glanis è quello di rimettere a posto i fiumi e gli ambienti, in una seconda fase, re-immettere i pesci autoctoni e ricreare le condizioni perché si arrivi a situazioni come in altre parti d’Europa.

Ammesso che ciò sia possibile e se questo NON fosse possibile è indegno procedere comunque alla distruzione del pesce per sostituirlo con altro che non vivrebbe in quegli ambienti. Se questa sarà la politica portata avanti da certe amministrazioni, allora mi opporrò come ho sempre fatto fino ad oggi.

Le amministrazioni, se proprio devono operare sul siluro, devono spendere soldi nella rivalutazione delle acque, nel controllo degli agenti inquinanti che cadono in esse, nel controllo del bracconaggio (cinesi, rumeni etc) per restituirle ai pescatori italiani.

Laddove la presenza del siluro è eccessiva, si deve procedere secondo le direttive previste e solo se assolutamente necessario, si può procedere a prelievi controllati dalle Associazioni di pesca sportiva (CFI, SCI, Esox, GSI, Ledgerig, Bass etc) che verifichino che tutto il rimanente pesce torni da dove viene e senza usi illegali.

Per chi, come il sottoscritto, opera nella pesca da oltre 25 anni, la sola idea di andare a distruggere una risorsa come i siluro è inaccettabile, questo sia chiaro.

Come pescatore e non come biologo (che non sono) sono interessato alla pesca  e alla sua collocazione nell’ambito della società come tradizione, hobby ed attività outdoor che ha la stessa dignità di tante altre perché NON impatta sugli stock ittici.

Chi mi  legge da tempo, sa perfettamente che la mia posizione è quella di lavorare affinché la pesca diventi uno sport che goda della stessa considerazione che ho visto in Nord Europa o nelle vicine Svizzera, Slovenia, Croazia e Austria.

Chi mi legge, sa perfettamente delle conferenze in cui dicevo chiaramente che il siluro e i pesci autoctoni oggi sono una risorsa e non una piaga poiché, su di essi è possibile creare un indotto che dia posti di lavoro, come accade in altre realtà europee.

Le amministrazioni locali che si beano della distruzione del mostro dovrebbero spendere i loro soldi per fare molto meglio a favore dell’ambiente e non dei soliti che , usando il siluro come parafulmine, usano i fiumi come un bancomat privato.

Spero vivamente di essere stato in grado di esprimere il mio punto di vista.

Quanto a coloro che chiedono , non avendo io, più nulla da dare e dire sulla pesca , di andare a fare la calzetta mi spiace. Avrò sbagliato ad esprimermi e su mille uscite pubbliche forse può capitare e ne chiedo scusa ma, fino a che ne avrò voglia e forza, continuerò a farlo senza alcun problema.

Un caro saluto a tutti

Roberto Ripamonti

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