pubblicato il 18/04/12

Era il 1992 e lavoravo in quel di Grosseto, dandomi da fare nel nascente movimento del carpfishing italiano quando mi vedo raggiungere da una telefonata. All’epoca di cellulari, nemmeno a parlarne per cui il telefono che squillava era quello di casa dopo che , alcune settimane prima avevo ricevuto una lettera da un certo Adriano di Bernareggio.

Rispondo al telefono e vengo sommerso da una sorta di diluvio di parole e dalla promessa di una appuntamento proprio a casa mia, a Grosseto.

Onestamente pensavo di avere a che fare con un personaggio strano e mai e poi mai, avrei pensato di trovarmelo in Maremma dopo pochi giorni per chiacchierare di una Fisherhouse in Carinzia in un lago che a prima vista sembrava incredibilmente bello. Questo simpatico e stralunato Adriano mi fece una meravigliosa impressione perché da ogni sua parola ed ogni suo gesto schizzava fuori una passione ed un entusiasmo veramente contagioso. Quel lago dal nome Weisensee sembrava il paradiso della pesca e le grandi carpe che nuotavano placide e mai minacciate da boilies ed altre diavolerie sembravano fatte apposta per placare la mia fame di scoperta e di carpfishing.

Decisi quindi di andare in Austria sfruttando qualche giorno di vacanza e dopo un lungo viaggio, mi ritrovai in un luogo paradisiaco; una sorta di Maldive della montagna.

Il lago era una gemma blu incastonata nelle montagne che vi si riflettevano; le spiaggia erano bianche e calcaree e l’acqua di una purezza da poter essere tranquillamente bevuta. Mai visto un posto simile, mai visto un lago così bello, mia vista una montagna così perfetta.

La Fisher House 1 era una bella pensione in cui si mangiava divinamente e la padrona di casa, era una cuoca magnifica. Lui, Adriano era un Pescatore dalle mille storie ed una vita passata pensando al nostro comune godimento; andare per fiumi e laghi con una canna in mano.

Diventammo amici come si diventa amici quando ci si accorge di parlare la stessa lingua, di avere le stesse scelte e di voler fare le stesse cose anzi; lui, Adriano, aveva avuto quel coraggio di mollare la poltrona di un posto di lavoro sicuro per vivere un sogno.

Io non avevo avuto il coraggio solo qualche anno prima.

La pesca era magnifica e quella prima settimana austriaca mi aveva allargato la testa portandomi a scoprire un modo diverso di vivere il carpfishing; quello di un lago in cui i pesci si vedono a 30 metri di profondità ed in cui una piccola boilie è un qualche cosa che quasi stona in quell’ambiente perfetto ed immacolato.

Le carpe erano tante, splendide, pulite, senza un difetto e la pesca era comoda, praticamente perfetta per chi vuole vivere una vacanza di relax.

Quel posto e quella famiglia mi entrarono nel cuore e la Fisher House Gargantini divenne una sorta di seconda casa al punto da portarci i miei amici più cari, sapendo che avrei solo fatto una splendida figura. Fu così che venne il leggendario Paul Kerry che passò qualche giorno di grande pesca.

Fu in quel magnifico albergo che conobbi il grande Roberto Cazzola così come Milo e tantissimi altri.

Fu in quella occasione che conobbi un giovane produttore televisivo che voleva fare una puntata per il suo programma per Odeon con me; un certo Gionata Paolicchi da cui non mi sono più separato arrivando a girare oltre 250 filmati (magari anche 300) in 16 anni di sodalizio professionale.

La Fisher House Gargantini è stata casa mia o perlomeno, ogni volta che ci andavo mi sentivo a casa mia.

Dalle carpe passammo al Barbel Fishing proponendo una pesca che venne molto criticata dai miopi appassionati di ledgering di allora. Pescavamo con rod pod, avvisati e canne potenti; pasturatori da 200 grammi e pellets e boilies innescate sull’ hair rig.

Ci scrissero che avevamo portato il carpfishing nel ledgering e che eravamo esagerati…io ed Ermes Perin mio magnifico compagno di pesca di quei meravigliosi anni in cui pescavamo di tutto nella Drava.

Ora tanti si professano pionieri di quella pesca che invece  proponemmo noi in un bel dvd della collana che allora curavo per la defunta Editoriale Olimpia.

Ora è facile fare il Barbel Fishing c’è tutto; noi tanto per cambiare ce lo inventammo copiando gli stranieri (ed una coppia di italiani umbri per onore di cronaca).

Prendevamo barbi, carpe ma anche colossali breme ed era una meraviglia!

Ma per me, la Fisher House Gargantini era anche il momento della mia pesca preferita; quella che nessuno immagina perché nessuno mi ha mai visto praticarla; la mosca secca. La risorgiva era il mio luogo di perdizione, capace di passare due ore davanti ad un temolo che mi rifiutava tutte le mosche ma anche capace di prendere delle trote che solo i miei occhi ricordano perché da solo, non potevo fare foto. Quello era ill posto segreto dei miei tentativi goffi di posare una dry fly fatta da me.

Gli anni sono passati e quel timido tentativo che si chiamava Fisher House 1 è diventata 2 fino al 1999 per poi diventare  3 nel meraviglioso Worthersee e quindi Ferlach per poi arrivare all’Hotel Alpe Adria che mi è mancato ma che presto conoscerò.

Manco da circa 6 anni dai Gargantini e questo è dovuto al lavoro che mi ha portato a girare video ovunque ma non in Austria, E’ dovuto ai troppi impegni che mai avrei pensato di poter avere quando, nel 1992, ovvero 20 anni fa, un allampanato Signore di nome Adriano mi propose di pescare in Carinzia. Abbiamo fatto tanta strada insieme, un percorso fatto di amicizia che si tramuta in gioia quando ci rivediamo al Fishing Show. Siamo diventati grandi ed abbiamo visto diventare uomini Alberto e Franz che oggi sono due ragazzi spettacolari e due angler unici.

Sono passati venti anni e bisogna festeggiare ed io voglio essere nei festeggiamenti perché sono passate oltre 4000 persone alle Fisher House ma quel giovane carpista che Adriano contattò venti ani fa ha avuto il privilegio di essere tra i primi a scoprire questa gente meravigliosa, onesta e pulita.

Gente con cui non ci si stanca, persone con cui vorresti condividere mille altre cose.

Auguri Gargantini Family e grazie per quello che mi avete insegnato e dato in questi anni; a Voi devo molta della strada che ho fatto!

E una promessa; quest’anno sarò dei Vostri e credetemi, non vedo l’ora!

 

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Commenti

Icona utente Paolo Belmonti il 05/05/12
Mi associo per gli auguri a questa splendida famiglia. In un momento veramente buio della mia vita loro e quei fantastici posti mi hanno dato la forza di continuare. Grazie per la vostra squisita cortesia diventata viaggio dopo viaggio amicizia. Si da voi ci si sente a casa e un giorno spero proprio di poter essere ancora dei vostri. Auguri Paolo "draga"
Icona utente Tarcisio Cleri il 03/05/12
Solo 1 volta sono stato -di recente- dalla famiglia Gargantini con mia moglie Anna. Ho pescato nella risorgiva a mosca e spinning, prendendo anche una grossa fario. Anna è andata a funghi in gruppo guidato dal giovane Alberto. Poco più di 1 giorno passato proprio bene..peccato l'assillo del tempo, meritava molto di più! Volevo anch'io fare gli auguri e i complimenti a questa famiglia perchè da loro e con loro, con i loro consigli e le opportunità che offrono... dà proprio gusto...rappresentano un'oasi di umanità, stile, buona accoglienza e bella pesca! Lunga vita!

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