pubblicato il 24/01/12

 

Navigando su facebook ci imabbtiamo in una interessante discussione sul Forum del Coroi Team http://www.facebook.com/groups/184765696328/  e scopriamo ciò che sapevamo, per certi versi ma, che non avevamo mai detto chiaramente ovvero che  i peggiori nemici dei carpisti…sono i carpisti.

 

L’antefatto.

Il Lago Trasimeno è un bacino delicato in cui i professionisti con le reti la fanno da padroni e dove , il lavoro di gente come Andea Coroi e il suo magnifico team oppure, di ricercatori quotati internazionalmente come Mauro Natali sta cercando di porre dei limiti e riportarlo alla luce di 10-15 anni fa.

Si sta lavorando sul prelievo del luccio, proibendolo per ricreare un ceppo forte e che cresca ai fasti di un tempo, successivamente si sarebbe operato sulla carpa limitando o proibendo il prelievo di carpe oltre i 6-10 kg per ricreare uno stock di pesci di taglia.

Nel frattempo al Trasimeno esistono, ottenute faticosamente, delle aree in cui tende e notturne sono autorizzate nonostante certe pressioni di chi vorrebbe avere il lago tutto per se.

In sintesi estrema al Trasimeno c’è gente e tanta, che lavora per ricostruire un lago meraviglioso e restituirlo anche alla pesca ricreativa con benefici per tutti; appassionati, economia locale, gli stessi professionisti. Tutti. Ma poi si scopre che c’è chi non ha assolutamente intenzione di uscire dalla meschinità tradendo tutti.

 

Il fatto.

A Passignano del Trasimeno, ridente località lacustre sono in tanti a voler praticare il carpfishing anche se qualche volta , pare siano stati scoraggiati da atti non propriamente in linea con letica e con le leggi. In tanti in questi anni hanno riportato di piccole minacce , di gente fatta sloggiare al grido “…questo posto è mio….ci pasturo da mesi…” e simili comportamenti aberranti.

Ma proprio da Passignano è decollata una carpa da circa 15 Kg che, con un biglietto aereo pagato 50 euro (avete letto bene; 15 kg di carpa venduta a 50 euro) è atterrata direttamente in un laghetto a pagamento umbro. Non sappiamo quale sia e non ci interessa saperlo ma, il titolare no ha perso occasione per attaccare i carpisti che sono i primi a passargli le carpe in cambio di soldi.

Ora, che il laghetto acquisti carpe senza certificazione è chiaramente ILLEGALE e sarà nostra cura sconsigliarlo ai nostri lettori dopo altre indagini. Ma ci fermiamo qui.

Ma che dire di questo carpista di cui si conosce l’identità perché è stata svelata e che è carpista addirittura di lungo corso? Uno di quelli che poi si permette di  spiegare la morale agli altri….

Vediamo se si riesce ad isolare perché è un traditore da 50 euro.

50 euro……una carpa da 15 kg che è nata e cresciuta nel Trasimeno dove ci sono più reti che acqua!!Dove qualch anno fa hanno messo alla brace un amur da 3’ e passa kg e ci hanno fatto la festa! Vergogna.

Perché il danno che ha combinato va oltre la carpa che decolla e vola via dal Trasimeno;

-       ha dato uno strumento formidabile ai professionisti per provare a mettere i bastoni tra le ruote a chi vorrebbe un Trasimeno con più pescatori ricreativi e meno reti.

-       ha dato un pretesto per  mettere in dubbio la pesca notturna se poi i ricreativi prendono le carpe e le vendono ai laghetti

-       ha dimostrato a coloro che sono nostri detrattori e che ci danneggiano in tutte le sedi opportune, che non siamo affidabili e pertanto è giusto fermarci.

Insomma, questo tizio ha fatto un guaio e va isolato perché il carpfishing  prende le distanze da queste situazioni aberranti

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