Vengo invitato dagli amici del Deep Hunter Siltos Team ad una manifestazione dimostrativa nel lago dell’EUR a Roma. lL laghetto artificiale nel centro del bellissimo quartiere capitolino è da sempre il luogo in cui la gente va a passeggio, rema e si rilassa sui grandi prati. Un luogo che poco ha a che vedere con la pesca ma che è stato teatro in passato, di cose di pesca anche perché ricchissimo di carpe, bass, amur.
Un luogo ideale per divulgare e far vedere chi sono questi amanti del carpfishing.
Io stesso feci, tanti anni fa, una dimostrazione di pesca con tantissime catture tra i 12 e i 20 kg nel giro di poche ore. Successivamente ci tornai ed ogni volta fu un piacere immenso.
All’epoca vi era un controllo garantito e nessuno si sarebbe mai azzardato a lanciare una canna senza essere colto sul fatto. uErano multe da 500mila lire dell’epoca ed alcuni miei amici ne sono stati vittime.
Di quel lago e di quei pesci non ve n’è più traccia, spazzati da un bracconaggio tanto incredibile quanto disgustoso che colpisce i cittadini romani poiché non solo li depreda di una loro proprietà in uno dei simboli della capitale ma, arriva allo sfregio bracconando anche i germani che vengono catturati dopo essere adescati con pezzi di pane. Avete letto bene, quel popolo senza nome che sta depredando tutto ciò che scorre nelle nostre acque nel nome di miserabili tradizioni arriva a colpire anche all’interno do aree non selvatiche ma, nel cuore di Roma Capitale. Tutto questo alla faccia del benché minimo controllo
Tutto questo, in piena luce del giorno, come testimoniano i filmati che abbiamo messo su COL anche perché di notte sono arrivati all’uso dei tramagli…
Precise e puntuali arrivano le richieste di intervento fatte ai Carbinieri ed alla Polizia, tutte assolutamente inevase perché non vi è interesse alcuno ad intervenire e tutte, dotate di quel retrogusto ironico che suona come una grande sconfitta per chi vorrebbe vivere in un paese normale dove, gli stranieri non possono farla da padroni.
Perché accade solo da noi, credete a chi gira il mondo di professione!
Credo si stia arrivando al punto di rottura, credo che lo scontro sia tristemente vicino e temo che prima o poi, l’esasperazione chi vede le proprie cose depredate, porti dritti alla violenza senza vinti né, vincitori.
Non esistono soluzioni se non quelle di modificare radicalmente le regole che sovrintendono la vigilanza dell’ambiente e del territorio ed è necessaria una profonda revisione delle regole che consentono l’accesso a corsi d’acqua e laghi penalizzando fortemente chi non è a posto.
Il bracconaggio è un reato ambientale a cui si aggiunge il furto ai danno della comunità e pertanto, deve essere perseguito e represso con una forza che forse, non era pensabile quando tutto sembrava essere in equilibrio.
Turano, come Corbara, il Bilancino, l’Arno o il Serchio come i disastri ambientali del ferrarese, come quelle idiote pulizie etniche portate avanti anche con il benestare di chi dovrebbe pensare alla pesca ed invece pensa a proteggere ambienti degradati al punto che un luccio potrebbe starci dieci minuti prima di scappare verso altri lidi.
Pensiamo che il siluro sia il problema e abbiamo tutti capito che problema è solo nella testa di chi vuole vuoti i nostri fiumi perché non ha compreso che indietro, difficilmente te si potrà tornare.
La pesca italiana non è gestita, vive nella assoluta improvvisazione, è un piccolo gioco di potere su cui si affacciano associazioni legate politicamente a correnti ben definite, è un bluff continuo dove ognuno fa a gara a spararla più grossa senza poter minimamente impattare su ciò che accade.
La pesca italiana è quella in cui la testa , troppo vecchia per capire i cambiamenti, reagisce con stizza bloccando ogni tentativo di riforma per cui tutto rimane immobile e noi siamo qui a segnalare come vittoria, qualche minuscolo risultato.
Terribile specchio di un Paese a fine corsa e senza futuro incapace di dare un minimo senso alle emozioni che vive chi ama la pesca, chi vorrebbe andare per fiumi senza vederli con le sponde piene di eternit scaricato da qualche camion oppure, con bande di ubriaconi dell’Est che depredano, uccidono, mangiano quello che noi dopo decenni di lavoro abbiamo messo da parte con la cultura del catch and release.
Specchio di un Paese che non sa difendersi oppure, non vuole difendersi da questa schifosa invasione che nessuno di noi vuole quando, chi ci invade, non prova nemmeno a rispettare le minime regole su cui abbiamo poggiato al nostra vita sociale.
E lo Stato non esiste se non per controllare chi è in regola e penalizzare chi non sta facendo nulla di male anzi..
La strada per la morte della pesca sportiva in Italia è stata presa con grande velocità fregandosene che siamo oltre 1.5 milioni di praticanti, fregandosene che esistono migliaia di attività commerciali che stanno morendo.
La colpa è anche nostra, non vi è dubbio. Abbiamo dato la parola a chi ha sostenuto che i pesci dovessero essere tolti dai fiumi e dai laghi per far posto a specie che non ci possono più vivere, abbiamo emarginato chi ha denunciato le schifezze che avvengono in nome di una pulizia etnica idrica
Noi vogliamo i nostri fiumi, i nostri laghi (compreso quello dell’EUR) liberi da questa metastasi arrivata dall’Est che ha polverizzato tutto senza nemmeno aver provato a rallentarlo.
Ma vogliamo anche che la pesca trovi la forza per cacciare le tante metastasi che la stanno uccidendo dall’interno, l’incapacità di capire che i nostri fiumi non potranno più essere quelli di una volta e che oggi, il 95% dei pescatori di acqua dolce non sa cosa sia un pigo, una savetta oppure una lasca.
Se non si interviene, si arriverà allo scontro e purtroppo qualche solone giudicherà ed arriverà alla soluzione italianamente più facile; proibire anziché prevenire e curare.
Sono anni che lo diciamo, le parole stanno per finire.
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(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)| News |
Il "mio Carpfishing" è il nuovo libro sulla tecnica di pesca cher ha cambiato molto nel modo di vivere questo hobby in acque interne. In tanti l'hanno chiesto e serviva a colmare un buco enorme lasciato dal fallimento Olimpia e dalla sparizine di tutto ciò che è libro di pesca. Con Edizioni Vega proviamo a colmare questo gap.
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La pesca ricreativa deve cambiare pelle in modo radicale, devono cambiare molti uomini e molte teste. Deve staccarsi il cordone ombelicale che la lega alla politica a cui nulla interessa di 1.4 milioni di praticanti.Una strada troppo impervia? Credo di si.
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Un viaggio incredbile nel mondo di sapori ed emozioni nuove, una scoperta unica ed emozionante! Acquapazza a Firenze!
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Un bel Carp Italy che cancella i disagi della passata edizione e ripropone questa manifestazione come il cenro focale di questo settore.
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Presi con le reti dove non si possono mettere. Tanto per distruggere qualche cosa in più...Questo è bracconaggio e la pesca professionale seria dovrebbe prendere le distanze da questi comportamenti che sono intollerabili. Sono parole buttate al vento,questo miracolo non accadrà mai nel paese dei balocchi..
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Acque invase e desertificate da distruttori che le stanno razziando.. Una invasione inaccettabile a cui lo Stato non sa rispondere. Una licenza di pesca che non serve a nulla se non a pagare una gabella in più. La pesca italiana si deve fermare e riflettere perché non c'è più via d'uscita.
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Angler di grido oppure super benestanti che vengono beccati a vendere tonni al ristorante. Il mondo è piccolo e la gente mormora.Ci vuole un cambiamento epocale e forse serviranno troppi anni.
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Parlare parlare nascosti dietro un nick name o una maschera! Troppo facile giudicare senza sapere nulla o modificando ad arte la realtà per provare a somigliare almeno un pochino a chi si cerca di denigrare. L'invidia è una brutta bestia....
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Un importante intervento chiarificatore da parte del Gruppo di lavoro per la Pesca ricreativa. Si ribadisce la possibilità di praticare il Catch and Release senza limiti temporali!
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